Dal 20 agosto TEMPORA CONTEMPORA #2 | LEGGI IL PROGRAMMA

Il focus internazionale sul linguaggio del corpo nelle arti performative contemporanee si svolgerà a Lecce al Museo Castromediano

Teatro, danza, poesia, cinema, visual art, talk, visite guidate, dal 20 agosto al 14 settembre. Molte le prime nazionali

Un denso programma di performance e spettacoli, installazioni, visite guidate e talk: ad ospitarlo, nel cuore della città del barocco pugliese, Lecce, è il più antico museo pubblico della Puglia, il Museo Castromediano, fondato nel 1868 da Sigismondo Castromediano, patriota, archeologo e letterato leccese.

Un luogo della cultura che ha completamente rinnovato i suoi spazi e all’interno del quale è possibile ripercorrere la storia del Salento, dalla preistoria alla civiltà messapica fino all’arte del ‘900.

Dal 20 agosto al 14 settembre, il Museo Castromediano si farà agorà, palcoscenico, luogo della socialità aprendo i suoi spazi interni ed esterni (finestre e mura comprese!) a Tempora Contempora #2, la seconda edizione di un Focus sui linguaggi del corpo nelle arti performative contemporanee, promosso da AMA- Accademia Mediterranea dell’Attore, con la direzione artistica di Franco Ungaro, e dal Polo Biblio-Museale di Lecce, diretto da Luigi De Luca, insieme a un ricco partenariato: Regione Puglia-Assessorato alla Cultura e al Turismo, Ministero della Cultura, Teatro Pubblico Pugliese, Eu Japan Fest, Fondazione Nuovi Mecenati, Arci Lecce, Associazione Transparent.

L’apertura di Tempora Contempora #2 sarà venerdì 20 agosto alle ore 19.00 con l’inaugurazione dell’installazione fotografica “Il sottile atto di dimenticare ed essere dimenticati” dell’artista newyorkese Alec Von Bargen, allestita sul perimetro esterno del Museo Castromediano di Lecce. Vi interverranno: Brizia Minerva, storica dell’arte del Museo Castromediano; Marinilde Giannandrea, storica dell’arte e curatrice; Franco Ungaro, direttore di AMA – Accademia Mediterranea dell’Attore; Federico Patrocinio, fotografo; Alec Von Bargen, l’artista.

Molti gli eventi presentati in anteprima nazionale o in esclusiva regionale e molte le performance create appositamente per gli spazi del rinnovato Museo Castromediano di Lecce.


Il tema del corpo, dei corpi e delle identità sarà al centro delle riflessioni e delle pratiche performative, espressione e simbolo di una resistenza necessaria al tempo che stiamo attraversando e dei cambiamenti sociali e culturali in atto. La dimensione internazionale e interdisciplinare è il valore aggiunto del progetto, con artiste, artisti e performer provenienti da Bosnia, Svizzera, Francia, Giappone, Usa, Camerun, Albania, Italia.

Teatro, danza, poesia, cinema, visual art sono i linguaggi attraverso il quale il pubblico si relazionerà con il tema e con questo luogo sempre più aperto verso la scena artistica contemporanea internazionale e la comunità.

Nel corso della rassegna un ciclo di conversazioni dal titolo DON’T DREAM ALONE: IMMAGINARI CULTURALI CONTEMPORANEI sarà curato da Marco Petroni  con Bianca Felicori, Angela Balzano, Clara Tosi Pamphili

Milo Rau, Yvan Sagnet, Gianluca Rollo, Tanja Slijvar, Paola Rota, Luigi Lioce, Adrian Paci, Admir Shkurtaj, Massimo Bray prenderanno parte a tavole rotonde di approfondimento del tema ‘Corpo, corpi e arti performative’.


IL PROGRAMMA

Il programma prenderà il via con una mostra e un’installazione fotografica:

venerdì 20 agosto

ore 19 al Museo Castromediano (pareti e finestre esterne), opening dell’installazione fotografica IL SOTTILE ATTO DI DIMENTICARE ED ESSERE DIMENTICATO di Alec Von Bargen, visual artist newyorkese.

Parte di un dittico di Alec Von Bargen

Trenta dittici (ognuno 1×3 metri), immagini di ‘senzatetto’ che l’artista ha fotografato intorno al mondo. Tutti questi personaggi hanno in comune il fatto che diventano invisibili alla società e, poco a poco, vengono dimenticati anche da se stessi. Uno studio di colore e di spazio negativo nel quale i protagonisti, anche se solo per un breve istante, hanno una piattaforma sulla quale poter raccontare la loro storia.

I grandi pannelli vivranno a stretto contatto con i ritmi del quotidiano di cittadini e turisti, saranno piattaforme del pensiero capaci di generare nuove riflessioni e buone pratiche anche grazie all’impegno di Alec Von Bargen, che agisce come un antropologo sociale. Cattura istanze estetiche che risuonano nei rapporti con i contesti storici, politici e sociali. Con una piccola fotocamera inquadra e scatta per creare le sue immagini, video, murales e installazioni.

L’installazione, allestita sulle pareti e le finestre esterne del Museo Castromediano, resterà fino al 30 settembre. Orari 09-23. Ingresso libero. Info Tel 338 37 46 581

Opening il 20 agosto alle ore 19 con la presenza dell’autore e dei curatori della mostra: la docente Marinilde Giannandrea storica dell’arte e Federico Patrocinio di Whitephotolab Gallery di Lecce, Brizia Minerva, storica dell’arte del Museo Castromediano; Franco Ungaro, direttore di AMA – Accademia Mediterranea dell’Attore.

Vini offerti da Azienda Vitivinicola Marulli.


martedì 24 agosto

ore 19, IL SOFFIO, mostra pittorica di Luca Bray, negli spazi dell’ex chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce, parte del complesso monumentale d’impianto secentesco che si racconta sia stato costruito attorno alla cella in cui, nel 1222, riposò per una sosta da un pellegrinaggio San Francesco D’Assisi, lasciando il proprio sandalo come segno di riconoscenza ai leccesi per l’accoglienza ricevuta. Oggi l’ex chiesa fa parte del Polo biblio-museale di Lecce.

Luca Bray

Di padre salentino (Martignano, Lecce) e madre cremonese, il pittore Luca Bray ha un’anima contaminata dai luoghi in cui ha vissuto.

“Dipingo per terra, con le mani. – dice di sé l’artista – Ho una visione aerea dei quadri, la stessa sensazione che si ha quando si prende l’aereo e si guarda fuori dal finestrino e si resta estasiati dalla visione del terreno, dei laghi. Per un quadro utilizzo anche 20-30 litri di acqua ragia e poi secchiate d’acqua. Il risultato è che ho sempre il corpo dipinto di blu e le macchie restano anche se provo a lavarle via con una spugna di chiodi, fanno parte di me”.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 10 settembre. Orari mostra 17.00-23.00. Ingresso libero. Info Tel 338 37 46 581

Opening il 24 agosto alle 19.00 con l’artista, Brizia Minerva, storica dell’arte, Lorenzo Madaro, critico d’arte, e Luigi De Luca, direttore del Polo Bibliomuseale di Lecce.

Vini offerti da Azienda Vitivinicola Marulli.


sabato 28 agosto Museo Castromediano

  • ore 19.00 VISITA GUIDATA nel Museo a cura di Anna Lucia Tempesta, curatrice archeologa e gli attori Francesca Russo e Simone Franco
  • ore 19.30 Talk DON’T DREAM ALONE: IMMAGINARI CULTURALI CONTEMPORANEI a cura di Marco Petroni docente universitario e curatore con Bianca Felicori, architetto e ricercatrice
  • ore 20.30 INFIERI performance di danza – prima nazionale – di e con Pierandrea Rosato (Italia, Germania), durata 10’
  • ore 21.00 e in replica ore 22.30 in prima nazionale LA VITA È FORSE COSÌ, performance di teatro e poesia con Veronica Mele, Lorenzo Paladini, Benedetta Pati, Carmen Ines Tarantino; regia di Marcello Sambati (Roma); produzione: Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce
La vita è forse così, regia di Marcello Sambati

VISITA GUIDATA

Quattro reperti intorno ai quali interagiscono un’attrice e un archeologo. Scelti tra i più significativi delle collezioni del Museo Castromediano per rappresentare l’immaginario legato al mito del Minotauro nel labirinto e alle figure di Arianna e Dioniso. Un ideale racconto per immagini e letture delle origini della danza, da ritmo primordiale che è scoperta della fisicità, della forma dei corpi, delle diversità e differenze, a espressione comune e condivisa dei sentimenti contenuti in quei corpi, e, infine, liberazione di ciò che il corpo imprigiona e spinge in fondo.

INFIERI, performance di danza

è un solo creato da Pierandrea Rosato nel suo ultimo anno di Bachelor in danza moderna alll’università delle arti Folkwang, Essen-Germania, nel 2019 per la serata “Junge Choreographen”.

Elemento chiave del pezzo è il silenzio e lo spazio vuoto. Il movimento è l’unico vero soggetto del solo. Attraverso esso il performer dialoga con se stesso e lo spazio, quello negativo creato dal suo corpo in relazione con se stesso e la semplice stanza vuota. Il ritmo è scandito dalla danza, spesso gestuale, e si rivela simile ad una conversazione, a tratti concitata, quasi fosse la ricerca di una risposta. Il differenziarsi delle qualità di movimento presente, conferisce al solo una forza intuibile come assertività. INFIERI è probabilmente una ricerca, la necessità di proseguire, sempre presente. Un viaggio verso e fuori da se stessi, in un tempo in stasi, ma scorrente.

LA VITA È FORSE COSÌ, performance di teatro e poesia – prima nazionale

con Veronica Mele, Lorenzo Paladini, Benedetta Pati, Carmen Ines Tarantino; regia e suoni Marcello Sambati (Roma); tecnico suono e luci Dario Rizzello; costumi Lilian Indraccolo; coordinamento e progetto: Franco Ungaro; produzione: Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce. Si ringraziano il Museo Castromediano, il Polo biblio-museale di Lecce, le edizioni BesaMuci, Musicaos e Kurumuny. Durata 40’

La lingua poetica appare quando il pensiero non trova altro modo per dire il senso delle cose, le luci e le ombre dell’essere, tra voce e silenzio, dove ogni parola è come un seme salvato dalla tenebra. Lo stupore di Wilma Vedruccio nei racconti di una giovinezza luminosa che scopre la natura e le passioni nella figura di Idrusa. Vittorio Bodini e la sua nostalgia delle radici, e il rimpianto per un distacco dalla terra che ha oscurato la bellezza delle cose. Il naturalismo evocativo di Salvatore Toma, realismo magico di un’interiorità affratellata alla natura, alle bestie, che sente la poesia come destino. Rina Durante nei versi che rivelano la profonda malinconia del suo rapporto d’amore per la nostra terra. Claudia Ruggeri con la sua turbinosa officina lessicale attraversata da fiamme da cui escono versi di un’epica incandescente. In scena quattro figure coi loro confini e orizzonti che con gesti contemplativi danno luogo a un teatro dove il sensibile, il doloroso e lo stupore generano il rumore di fondo dell’esistenza. (Marcello Sambati)


Domenica 29 agosto Museo Castromediano

  • ore 19.00 VISITA GUIDATA nel Museo con Brizia Minerva, curatore e storico dell’arte, e gli attori Francesca Russo e Simone Franco
  • ore 20.30 INFIERI performance di danza – prima nazionale – di e con Pierandrea Rosato (Italia, Germania). Durata 10’ (vedi scheda 28 agosto)
  • ore 21.00 e ore 22.30 in replica LA VITA È FORSE COSÌ, performance di teatro e poesia prodotto da AMA – Accademia Mediterranea dell’Attore per la regia di Marcello Sambati. Durata 40′ (vedi scheda 28 agosto)

VISITA GUIDATA

La visita guidata esplorerà le opere della mostra Mal d’arte che offre una galleria di ritratti in scultura e pittura di artisti dell’ 800 e ‘900 di particolare interesse e rilevanza.

Il volto come parte del corpo il cui linguaggio esprime, più che in altri generi, la storia figurata della cultura di un tempo. Due secoli scolpiti nelle fattezze di busti in marmo, terracotta e bronzo di Eugenio Maccagnani, Antonio Bortone, Gaetano Martinez, nelle tele di Geremia Re, Temistocle De Vitis, Mario Palumbo, nelle macchie cromatiche e disegni di Carlo Barbieri, i cui volti diafani e astratti racchiudono le nevrosi e le inquietudini del Novecento. Entreremo negli sguardi di questi protagonisti silenziosi, nei loro sorrisi o pieghe del volto, anche attraverso brani letterari, veri e propri tramandi alle poetiche del tempo e all’identità culturale che li definisce.


Venerdì 3 settembre Museo Castromediano

  • ore 21.00 TALK con il regista Patric Chiha e Gianluca Rollo (Associazione Transparent)
  • ore 21.30 Proiezione del film IF IT WERE LOVE di Patric Chiha, in lingua originale con sottotitoli in italiano

IF IT WERE LOVE, film documentario

Vincitore del Teddy Award al 70° Festival di Berlino

IF IT WERE LOVE

Quindici danzatori, di origini e formazioni diverse, sono in tournée con Crowd, pièce itinerante della coreografa e drammaturga francese Gisèle Vienne, ciclicamente in scena da quasi 30 anni. Seguendo i giovani artisti, Chiha documenta prove intense connesse a relazioni intime che man mano si creano all’interno della compagnia. Quello che ne esce è una contaminazione di arti, di linguaggi; la linea di confine tra macchina da presa e palcoscenico, danza e documentario, illusione e verità, si fa sempre più labile, sfocata. Ed questo il senso dell’operazione, far sì che il «viaggio» intrapreso (e ripreso) possa coinvolgere le nostre vite, le nostre «feste», i nostri amori, le nostre passioni.


Sabato 4 settembre Museo Castromediano

  • ore 19.00 TALK DON’T DREAM ALONE: IMMAGINARI CULTURALI CONTEMPORANEI a cura di Marco Petroni (docente e curatore): con Angela Balzano filosofa, ricercatrice eco/cyborgfemminista. Intervengono Tanja Slijvar (Bosnia), Paola  Rota, Luigi Lioce (Associazione Transparent)
  • ore 21.30 COME TUTTE LE RAGAZZE LIBERE un tentativo di libertà in una piccola città performance teatrale di Tanja Sljivar (Bosnia) regia di Paola Rota

COME TUTTE LE RAGAZZE LIBERE

un tentativo di libertà in una piccola città performance teatrale di Tanja Sljivar (Bosnia) regia di Paola Rota, un progetto di Paola Rota, Tanja Sljivar, Simonetta Solder; con Liliana Massari, Simonetta Solder, Sandra Toffolatti, e con Martina Massaro e Sylvia Milton. Traduzione di Manuela Orazi. Produzione PAV nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe

Paola Rota

Sette ragazze di tredici anni, sette scene e sette monologhi fanno da cornice tematica a un dramma in cui l’unica costante è l’inaffidabilità delle giovani quando si tratta di ricordi e dichiarazioni. COME TUTTE LE RAGAZZE LIBERE è una commedia sulla necessità di andarsene via per poter realizzare pienamente la propria sessualità, per essere in grado di prendere decisioni sul proprio corpo e sulla propria vita. C’è la cultura pop americana, Skype, Instagram. Ci sono le nonne, la teoria critica e l’ambiente patriarcale di una piccola città. Attraverso i loro mezzi, le sette ragazze vogliono raccontarci tutto, tranne come sono rimaste effettivamente incinte durante una gita scolastica. Il mistero aleggia denso su quest’opera teatrale che, con la sua necessità di sfidare le regole preconfezionate dalla società, prova a riscrivere i concetti di famiglia e di patriarcato, rendendo artefici di questa piccola rivoluzione culturale un gruppo di teenager.


Giovedì 9 settembre, Museo Castromediano

Giornata dedicata all’Albania, con l’installazione video-sonora SHAMATÀ dell’artista e performer Adrian Paci e del musicista Admir Shkurtaj, alla quale seguirà la prima nazionale della performance teatrale EMPTY della regista Klaudja Piroli.

  • ore 19.00 Opening SHAMATÀ installazione video-sonora di Adrian Paci e Admir Shkurtaj aperta al pubblico sino all’11 settembre. Durata video,6’, 2022, color, sound. All’interno dell’opening ci sarà un talk con gli artisti Adrian Paci, Admir Shkurtaj e Marinilde Giannandrea, storica dell’arte.
  • A seguire, ore 20.30, Regression, live performance di Admir Shkurtaj – fisarmonica
  • ore 21.00 EMPTY performance teatrale in prima nazionale Drammaturgia e regia di Klaudja Piroli (Albania); con Mateo Dervishaj; Musiche Loren Nikaj/ Roni Bulku. Coreografia Fiorald Doçi.

SHAMATÀ

sostantivo onomatopeico dalla lingua albanese per indicare un evento chiassoso – è un lavoro dove l’oggetto, l’immagine e il suono, il gesto performativo, la musica e la figura si generano continuamente in una relazione intima e necessaria.

Adrian Paci
Admir Shkurtaj

La poetica delle immagini e dei suoni non cerca di nascondere la meccanica degli elementi che lo compongono, ma semplicemente vuole cogliere delle possibilità nascoste, rivelazioni inattese, e metterle al centro dell’attenzione. Suoni circolari di rondelle ruotanti in caduta lungo dei ferri affilati, dal diametro di pochi millimetri, “contrappuntano” tra loro grazie alle diverse velocità di scorrimento, dovuta alla differenza di peso, grandezza e quantità degli anelli. Ascoltare tutto con la colonna vertebrale. Come se il suono partisse dalla cervicale fino al fondo della colonna.

EMPTY (Vuoto)

performance teatrale – Prima nazionale

Drammaturgia e Regia: Klaudja Piroli (Albania). Con Mateo Dervishaj. Musiche Loren Nikaj/ Roni Bulku. Coreografia Fiorald Doçi.

Durata: 45 minuti

Klaudja Piroli

VUOTO appartiene all’uomo che ha bisogno di amare ma non può amare. Appartiene alla ragazza che ama una ragazza, al ragazzo che ama un ragazzo e a chiunque sia represso, si nasconda e abbia paura di accettare “chi lui è” perché la nostra società nega che lo stesso sesso possa avere relazioni romantiche o intime. Attraverso i suoi racconti, il personaggio riconosce la mancanza di comunicazione genitore-figlio, la perdita della libertà, l’amore inappagato e la mentalità della massa, dove secondo lui c’è odore di acqua stagnante. EMPTY è un vero riflesso del bambino che viene negato dalla famiglia solo perché ama i suoi.


10 e 11 settembre la performance di realtà aumentata WHIST, della compagnia AΦE (Francia – Giappone), in anteprima nazionale, con la direzione artistica di Esteban Fourmi e Aoi Nakamura, ispirato al lavoro di Sigmund Freud e dell’artista giapponese Shuji Terayama.

WHIST

A conclusione della serata la performance di danza HIT ME di Francesca Foscarini, costruita come un’improvvisazione partendo da una playlist di canzoni al vertice delle classifiche nel giorno del compleanno della performer, in ordine cronologico dalla nascita a oggi.

Venerdì 10 settembre Museo Castromediano

  • ore 19.00 TALK DON’T DREAM ALONE: IMMAGINARI CULTURALI CONTEMPORANEI a cura di Marco Petroni  docente e curatore con Clara Tosi Pamphili, storica della moda e del costume
  • ore 18, ore 20.45, ore 21.30 e ore 22.45 (4 repliche) WHIST compagnia AΦE (Francia – Giappone) – prima nazionale

WHISTprima nazionale

compagnia AΦE [Regno Unito – Francia – Giappone]

Direzione artistica: Esteban Fourmi e Aoi Nakamura (AΦE)

Con: Robert Hayden, Tomislav English, Yen-Ching Lin, Nina Brown, Steve Rimmer.

Shoot, VFX e Technology Partner: Happy Finish; Compositori: Scott Gibbons, Jozef Van Wissem; Set Designer: James Shaw; Suoni 3D Designer: Oliver Kadel (1.618Digital); Drammaturgia: Amanda Fromell; Producer: JiaXuan Hon (Blackwinged Creatives); Creative mentor: Jasmin Vardimon; Management mentor: Ian Ross; Coproduzione: Gulbenkian Canterbury and tanzhaus nrw Düsseldorf; Supportato da: Arts Council England e South East Dance; Ispirato al lavoro di Sigmund Freud e dell’artista giapponese Shuji Terayama.

Whist invita il pubblico in un viaggio nell’inconscio della mente, attraverso i sogni, le paure e i desideri di una famiglia fittizia. Si tratta di un’esperienza immersiva di un’ora in cui si fondono il teatro fisico e le tecnologie della realtà virtuale interattiva (VAT) e della realtà aumentata (AR) con l’istallazione artistica, portando il pubblico in un contesto che distrugge i confini tra conscio e inconscio, realtà e finzione, fisico e virtuale.  L’istinto guiderà attraverso un mondo del tutto surreale, facendo esplorare la storia da una delle 76 prospettive differenti.


Sabato 11 settembre Museo Castromediano

ore 18.00, ore 19.15, ore 20.30 , ore 21.45 (4 repliche) WHIST compagnia A&O (Francia-Giappone) in replica (vedi scheda 10 settembre)

ore 22.30  HIT ME!  performance di danza, del Collettivo Jennifer Rosa / Francesca Foscarini

HIT ME!

hit me! Francesca Foscarini

performance di danza, del Collettivo Jennifer Rosa / Francesca Foscarini

concept e regia Chiara Bortoli, Francesca Raineri; performer Francesca Foscarini; alla consolle Chiara Bortoli; cura della tecnica: Andrea Rosset, Fiorenzo Zancan; coproduzione collettivo Jennifer rosa, Associazione Culturale Van; con il sostegno di Festival Danza In Rete, Tcv Vicenza, Spazio Voll.

La performance HIT ME! è costruita a partire da una playlist di canzoni strettamente legate a un

dato biografico oggettivo della performer: i pezzi al vertice delle classifiche nel giorno del suo compleanno, in ordine cronologico dalla nascita a oggi. I migliori successi, ascoltati e ballati da tutti, rappresentativi di un’epoca, la incalzano uno dopo l’altro: pezzi che non ha scelto ma che la riguardano, canzoni che si ritrova addosso, maratona di una vita in cui buttarsi a capofitto in un’improvvisazione sempre diversa.


14 settembre, chiusura del festival | Lecce, Parco Balsamo (in caso di pioggia presso Museo Castromediano)

Tempora/Contempora #2 presenta in grande esclusiva regionale a Lecce il film IL NUOVO VANGELO, regia di Milo Rau, musiche di Vinicio Capossela e con protagonista Yvan Sagnet, ex bracciante camerunense che nel 2011 si ribellò allo sfruttamento nelle campagne del Salento e fu promotore, affiancato dal sindacato, del primo sciopero dei migranti contro il caporalato in Italia, Maia Morgenstern, Enrique Irazoqui, Marcello Fonte. Al film hanno partecipato attivisti, rifugiati e semplici cittadini di Matera con le musiche di Vinicio Capossela ed Elia Rediger.

  • ore 20.30  TALK in forma ibrida: sarà aperto con l’intervista online con il regista del film Milo Rau a cura dei giornalisti e critici teatrali Andrea Porcheddu e Maddalena Giovannelli. Parteciperanno in presenza: Yvan Sagnet, ex bracciante camerunense portavoce, nel 2011, del primo sciopero in Italia dei braccianti stranieri contro il caporalato, oggi ingegnere e attivista e protagonista nel film con il ruolo di Gesù; Franco Ungaro, direttore artistico di Tempora Contempora e direttore di AMA, Anna Caputo, presidente di Arci Lecce, Carlo Salvemini, sindaco di Lecce, Luigi De Luca, direttore del Polo Biblio-museale di Lecce.
  • ore 21.30 IL NUOVO VANGELO film diretto da Milo Rau

IL NUOVO VANGELO film diretto da Milo Rau

Il nuovo Vangelo TNG_Psoter_clean_White

Con Yvan Sagnet, Maia Morgenstern, Enrique Irazoqui, Marcello Fonte. Musiche di Vinicio Capossela, Elia Rediger

Che cosa predicherebbe Gesù nel 21° secolo? Chi sarebbero i suoi discepoli?

Arriva in esclusiva regionale a Lecce Il Nuovo Vangelo, il film documentario diretto da Milo Rau a cui hanno partecipato rifugiati, attivisti e semplici cittadini di Matera.

Il regista Milo Rau e il suo team sono tornati alle origini del Vangelo. Il protagonista del documentario è l’attivista camerunense Yvan Sagnet, il primo Gesù nero nella storia del cinema europeo. Lui stesso bracciante per la raccolta dei pomodori, nel 2011 ha promosso il primo sciopero dei braccianti migranti  nel Salento. In occasione delle riprese del film si è recato nei più grandi campi di rifugiati del Sud Italia – i cosiddetti “Ghetti”. Ed è in quei luoghi attorno a Matera, la stessa città dove Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson hanno girato i loro film su Gesù, che Yvan Sagnet ha trovato i suoi discepoli e dato avvia con loro alla Rivolta della Dignità. Un’iniziativa che ha generato una campagna politica internazionale, tuttora in corso, ed una vera e propria rete per supportare mediante raccolta fondi le iniziative coinvolte nel film.


BIGLIETTI:

  • Mostre, Visite guidate e Talk: ingresso gratuito
  • Spettacoli: biglietto 5€ – Promo WHIST per under 30 (10 e 11 settembre): biglietto 1€ – Promo 9 settembre: biglietto unico per la serata 5€
  • Film: biglietto 3€

Prenotazione obbligatoria per tutti gli appuntantamenti, anche a ingresso gratuito

INFO: tel. 3383746581,  info@accademiaama.it, www.accademiaama.it

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Servizio food e drink presso il bistro DoppioZero Lecce, con bonus da 5€ da utilizzare da parte di chi acquista un biglietto d’ingresso agli spettacoli.

Per gli opening delle mostre, vini offerti da Azienda Vitivinicola Marulli.

L’accesso agli spettacoli sarà regolato nel rispetto delle ultime disposizioni governative (decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105)


TEMPORA CONTEMPORA #2

Dal 20 agosto al 14 settembre 2021 | Lecce | Museo Castromediano

Direzione artistica: Franco Ungaro

Direzione tecnica: Dario Rizzello, Lorenzo Paladini

Comunicazione: Carmen Ines Tarantino

Tirocinanti Dams Salento:Assuntina Elisabetta Contaldo, Annarita Risola, Maria Irene Cera, Aurora Damiani