{"id":634,"date":"2017-10-06T16:14:29","date_gmt":"2017-10-06T14:14:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/?page_id=634"},"modified":"2022-02-16T18:52:34","modified_gmt":"2022-02-16T17:52:34","slug":"piano-didattico-edizioni-passate","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/corsobiennale-perattorieattrici\/piano-didattico-edizioni-passate\/","title":{"rendered":"PIANO DIDATTICO edizioni passate"},"content":{"rendered":"<h2><\/h2>\n<h2>CALENDARIO DIDATTICO 2020\/21<\/h2>\n<h2> <\/h2>\n<strong>Inizio attivit\u00e0 didattiche luned\u00ec 26 ottobre 2020<\/strong>\n<h2> <\/h2>\n<strong>Lezioni<\/strong>: ogni luned\u00ec, mercoled\u00ec e venerd\u00ec dalle 17.00 alle 22.00\n<h2> <\/h2>\n<strong>Masterclass 2021:<\/strong>\u00a0\u00a0A partire da aprile 2021 si avvia il percorso di formazione aperta anche ai non iscritti all&#8217;Accademia Mediterranea dell&#8217;Attore. Ogni masterclass ha una durata di 30 ore da svolgersi in cinque giorni<strong>,\u00a0<\/strong>salvo modifiche<strong>\u00a0\u00a0dal luned\u00ec al venerd\u00ec.<\/strong>\n<h2> <\/h2>\n<ul>\n \t<li>Masterclass di canto e voce (aperto anche ai non allievi AMA) con <strong>Silvia Lodi dal 12 al 16 aprile 2021<\/strong>, ore 15-21. Leggi in questa pagina il programma di lavoro<\/li>\n \t<li>Masterclass di recitazione (aperto anche ai non allievi AMA) con <strong>Marco Falcomat\u00e0 dal 3 al 7 <\/strong> <strong>maggio <\/strong> <strong>2021<\/strong>, ore 16-22 . Leggi in questa pagina il programma di lavoro<\/li>\n \t<li>Masterclass di clownerie (aperto anche ai non allievi AMA) con <strong>Robert McNeer dal 15 al 21 maggio 2021<\/strong>. Orari: Orari: 15 e 16 maggio, ore 16.00 \u2013 21.00; dal 17 al 21 maggio, ore 16.00 \u2013 20.00. Leggi in questa pagina il programma di lavoro<\/li>\n \t<li>Masterclass sui linguaggi dell&#8217;arte contemporanea (aperto anche ai non allievi AMA) con <strong>Adrian Paci<\/strong> <strong>dal 26 al 30 maggio 2021<\/strong>, ore 15-21. Leggi in questa pagina il programma di lavoro<\/li>\n \t<li>Masterclass (aperta anche ai non allievi AMA) con <strong>Maurizio Braucci<\/strong> <strong>dal 31 maggio al 4 giugno 2021<\/strong>, ore 15-21. Leggi in questa pagina il programma di lavoro<\/li>\n \t<li>Masterclass di recitazione (aperto anche ai non allievi AMA) con <strong>Ippolito Chiarello<\/strong> <strong>dal 15 al 19 giugno 2021<\/strong>: orari: dal 15 al 18 giugno, ore 15-21; il 19 giugno, ore 10.00-16.00. Leggi in questa pagina il programma di lavoro<\/li>\n \t<li>Masterclass (aperta anche ai non allievi AMA) con <strong>Silvia Gribaudi dal 21 al 25 giugno 2021<\/strong>, ore 15-21. Leggi in questa pagina il programma di lavoro<\/li>\n \t<li>Masterclass sul corpo sonoro della voce (aperto anche ai non allievi AMA) con <strong>Chiara Guidi, <\/strong>date in corso di definizione, ore 15-21. Leggi in questa pagina il programma di lavoro<\/li>\n<\/ul>\n<h2> <\/h2>\nGli incontri aperti al pubblico per la formazione culturale e gli incontri extra-curricolari con artisti e operatori del settore si svolgeranno durante la settimana in giorni, eventuali variazioni di orari verranno comunicati tempestivamente agli interessati.\n<h2> <\/h2>\n<strong>Per informazioni su iscrizioni e anticipazioni per il nuovo anno consultare le sezioni <\/strong><a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/category\/news\/\"><strong>news<\/strong><\/a><strong> e <\/strong><a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/bando-iscrizioni-201221\/\"><strong>bando<\/strong><\/a>\n<h2> <\/h2>\n<h2>PROGRAMMI DI LAVORO<\/h2>\n<h2> <\/h2>\n\u2022 <a href=\"#toma\">Barbara Toma<\/a> Danza e Movimento\n<h2> <\/h2>\n\u2022 <a href=\"#chiarello\">Ippolito Chiarello<\/a> Recitazione Teatrale\n<h2> <\/h2>\n\u2022 <a href=\"#guido\">Carla Guido<\/a> Dizione\n<h2> <\/h2>\n\u2022 <a href=\"#lodi\">Silvia Lodi<\/a> Voce e Canto\n<h2> <\/h2>\n\u2022 <a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/wp-admin\/post.php?post=2275&amp;action=edit#lodi\">Marco Falcomat\u00e0<\/a> Lettura e interpretazione dei testi\n<h2> <\/h2>\n\u2022 <a href=\"#mcneer\">Robert McNeer<\/a> Clownerie\n<h2> <\/h2>\n\u2022 <a href=\"#guidi\">Chiara Guidi<\/a> Il corpo sonoro\n<h2> <\/h2>\n\u2022 <a href=\"#paci\">Adrian Paci<\/a> L&#8217;arte come esperienza\n<h2> <\/h2>\n\u2022 <a href=\"#gribaudi\">Silvia Gribaudi<\/a> Il corpo danzante\n<h2> <\/h2>\n\u2022 <a href=\"#braucci\">Maurizio Braucci<\/a> Scrittura cinematografica\n<h2> <\/h2>\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n<h2> <\/h2>\n<h3 id=\"toma\">Barbara Toma<\/h3>\n<h2><\/h2>\n<p class=\"p1\">Come guida dei corsi AMA sar\u00e0 mio compito collaborare all&#8217;integrazione del lavoro con le altre guide allo scopo di sviluppare il potenziale espressivo del futuro attore e di liberare le sue capacit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\">Per trasmettere un messaggio, comunicare un\u2019emozione o raccontare una storia, le parole non sono l\u2019unico strumento che abbiamo a disposizione, c\u2019\u00e8 una forma potente di linguaggio condivisa da tutto il genere umano e basata sui gesti e sulle espressioni: il non verbale. Il percorso didattico delle Tecniche della Danza, parallelo allo studio degli stili interpretativi, amplia le possibilit\u00e0 espressive attraverso le molteplici possibilit\u00e0 dello strumento del corpo.<\/p>\n<p class=\"p1\">Partiremo dalle tecniche della danza per lavorare sul senso di s\u00e9 e la consapevolezza del proprio corpo in relazione allo spazio e agli altri. Lavoreremo sulla presenza scenica, l\u2019ascolto di gruppo, l\u2019abilit\u00e0 di organizzare istantaneamente il corpo, il suono e l\u2019azione scenica, la memoria fisica e la capacit\u00e0 di lavorare su pi\u00f9 livelli contemporaneamente (voce, corpo, testo, azione, interazione).<\/p>\n<p class=\"p1\">Per il primo anno il lavoro si concentrer\u00e0 sulla dinamica di gruppo e il raggiungimento di un livello di tecnica omogeneo per tutta la classe. Per il secondo anno invece il lavoro sar\u00e0 volto a perfezionare l\u2019essere in scena e il lavoro dell\u2019attore, cercando di mettere in risalto le capacit\u00e0 creative e i talenti individuali.<\/p>\n<p class=\"p1\">Di fondamentale importanza sar\u00e0 lo sviluppo di una forte disciplina, dagli allievi mi aspetto il massimo impegno nello studio, grande autodisciplina e molto coraggio, qualit\u00e0 indispensabili per affrontare la complessit\u00e0 dei compiti dell\u2019attore!<\/p>\n<p class=\"p1\">Il training comprende : esercizi di Resistenza fisica (importantissima nel lavoro in scena), tecniche di rilassamento, stretching, elementi di yoga, flying low tehcnique (lavoro a terra), contact improvisation, improvvisazione, composizione e interazione fisica volti a rafforzare una consapevolezza scenica, analisi del proprio movimento naturale, esplorazione della struttura corporea, ricerca di movimento, studio del ritmo, del fraseggio e della dinamica e studio della relazione tra suono\/voce e movimento.<\/p>\n\n<h2><\/h2>\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n<h2> <\/h2>\n<h3>Silvia Lodi<\/h3>\n<h2> <\/h2>\n<strong>Voci D&#8217;Aria <\/strong>\n<h2> <\/h2>\nScoprire la voce come estensione del proprio corpo, della propria anima.\u00a0Emozionarsi coi suoni scoprendoli e ricercandoli nelle molteplici gradazioni di colore possibili.\u00a0Tutto parte dal silenzio, dalla capacit\u00e0 dell\u2019ascolto come possibilit\u00e0 di creare un incontro con gli altri.\u00a0Il canto \u00e8 una comunicazione armoniosa.\u00a0Si parte da un lavoro fisico di base costruito attorno a semplici esercizi di respirazione, emissione, ritmo e armonia, per arrivare ad un lavoro individuale e di gruppo su intenzioni ed espressivit\u00e0 attraverso semplici canti della tradizione popolare, italiani e internazionali e a piccoli testi poetici di autori contemporanei.\n<h2> <\/h2>\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n<h2> <\/h2>\n<h3>Marco Falcomat\u00e0<\/h3>\n<h2> <\/h2>\n<strong>FOCUS SU PINTER<\/strong>\nEsplorare il rapporto tra personaggi pinteriani. Il fine laboratoriale sar\u00e0 quello di affrontare il pi\u00f9 grande autore del 900 e di conseguenza i suoi personaggi, attraverso il rispetto profondo dell\u2019interiorit\u00e0 di ognuno di noi, entrando in quel territorio di apparente disorientamento, di variet\u00e0, grandezza, profondit\u00e0 che \u00e8 lo stile Pinteriano, tentando di scoprire l\u2019arte della sua parola teatrale.\nAltro aspetto fondamentale nella ricerca dei rapporti e dei personaggi \u00e8 rappresentato dal silenzio, altra condizione molto presente nelle sue commedie.\nSilenzio che a mio modo di vedere esprime un\u2019immagine chiara, profonda, sensibile che i personaggi devono custodire gelosamente.\n\u201c\u00e8 nel silenzio che, per me, i personaggi acquistano una maggiore presenza.\u201d H.P.\nUna full immersion in cui tenteremo di avvicinarci con cautela all\u2019interno del magico mondo Pinteriano.\n<h2> <\/h2>\nI partecipanti lavoreranno su alcune scene, selezionate dal docente, tratte dai seguenti testi di Harold Pinter: <em>L&#8217;amante<\/em>; <em>Vecchi tempi<\/em>; <em>Tradimenti<\/em>; <em>Il compleanno<\/em>; <em>Il custode<\/em>.\n<h2> <\/h2>\nI testi delle scene saranno inviati agli iscritti nei giorni precedenti alla masterclass.\n<h2> <\/h2>\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n<h2> <\/h2>\n<h3 id=\"chiarello\">Ippolito Chiarello<\/h3>\n<h2> <\/h2>\n<strong>Testo di riferimento:<\/strong> IL NASO di Nikolaj Gogol\n<h2> <\/h2>\nLe creature del racconto \u2013 la mia versione dei fatti.\nMi sono chiesto cosa mi succederebbe se perdessi il mio naso, un naso anche importante il mio. Essendo un attore e un autore naturalmente \u00e8 diventata una nuova piccola sfida da condividere con un pubblico. Il testo di Gogol \u00e8 un ottimo punto di partenza per sviluppare questa sfida. Come raccontare la stessa storia con motivazioni e storie di vita diverse. Indagare le possibilit\u00e0: la narrazione solitaria, la rappresentazione corale.\n<h2> <\/h2>\n<strong>Scheda didattica generale<\/strong>\n<h2> <\/h2>\nIl lavoro come obiettivo\nL\u2019attitudine e l\u2019 atteggiamento per fare il viaggio\nL\u2019ascolto come metodo\nLe domande come ossessione\nLa ripetizione consapevole delle pratiche come allenamento\nLo scrivere come memoria del senso e del percorso\nL\u2019attore e la storia come unico strumento\nUnicit\u00e0 della propria macchina attoriale\nLo sguardo su quello che mi circonda come serbatoio\nL\u2019unicit\u00e0 di ogni percorso di formazione legato alla guida\nLa comunit\u00e0 come obiettivo\n<h2> <\/h2>\nSulla scorta di progetti di teatro collaudati e orientati in questi anni a ricreare una relazione sentimentale, privilegiata e necessaria con il pubblico e il nuovo pubblico, il pubblico che bisogna ri-conquistare, vorrei sviluppare un lavoro che, oltre alla pratica attoriale, si concentri anche, al fine di rendere questa pratica ancora pi\u00f9 consapevole, sull\u2019azione legata all\u2019ambiente circostante: il pubblico, il quartiere, la citt\u00e0, l\u2019educazione, il contatto, la relazione. Per educare nuovo pubblico per il teatro e per la vita di tutti i giorni.\n<h2> <\/h2>\nIl mio lavoro parte, prima che dalla tecnica, che ha a che fare con tempi molto pi\u00f9 elaborati e personali, da un lavoro sulla consapevolezza del dire e dell\u2019agire e sulla scoperta delle specificit\u00e0 di ogni attore. Il lavoro \u00e8 a tutto tondo e non ha delle materie suddivise e schematicamente scritte, ma si rif\u00e0 a una mia esperienza diretta in questo lavoro.\n<h2> <\/h2>\nIn un\u2019esperienza di formazione non ci sono delle \u201cmaterie\u201d da studiare, ma delle pratiche da scoprire e teorizzare. Pratiche che essenzialmente sono legate al \u201cmaestro\u201d che le condivide.\n<h2> <\/h2>\n<strong>Ogni esperienza \u00e8 unica.<\/strong>\n<h2> <\/h2>\nSi parte dalla riappropriazione delle proprie facolt\u00e0 umane: dire, fare, sentire. Si parte alla ri-scoperta del proprio strumento di lavoro che \u00e8 il corpo e si attraversano le pratiche per riusarlo nella dinamica della rappresentazione. Costruito il corpo attraverso pratiche ed esercizi per allenarlo, si ri-trova la voce di questa macchina attoriale. Nulla che non si sappia gi\u00e0 fare. Bisogna solo imparare a smontare l\u2019automatismo e usare tutte le nostre possibilit\u00e0 espressive con coscienza. Scoprire la propria \u201ccifra\u201d comunicativa \u00e8 essenziale per non ridurre il lavoro a una mera accumulazione di tecnica che rende l\u2019attore senza \u201ccarattere\u201d.\n<h2> <\/h2>\nCi alleneremo lavorando, per raggiungere questi obiettivi, con la tecnica del monologo il primo anno e del dialogo nel secondo anno.\n<h2> <\/h2>\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n<h2> <\/h2>\n<h3 id=\"guido\">Carla Guido<\/h3>\n<h2> <\/h2>\nIl corso di dizione comprende anche il percorso di consapevolezza vocale, poich\u00e9 le due discipline sono inscindibili e necessitano della conoscenza assoluta della respirazione intercostale diaframmatica. Il programma prevede l\u2019apprendimento delle regole fonetiche, fisiologia dell\u2019apparato vocale e respiratorio. E ovvie esercitazioni. Il lavoro che si svolger\u00e0 sar\u00e0 collettivo di supporto a quello individuale, poich\u00e9 ogni essere parlante \u00e8 unico e richiede quindi, uno studio e una tecnica preposti a migliorare l\u2019arte della parola di ognuno.\n<h2> <\/h2>\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n<h2> <\/h2>\n<h3 id=\"mcneer\">Robert McNeer<\/h3>\n<h2> <\/h2>\n<strong>Lunar Clowning<\/strong>\n<h2> <\/h2>\nIl clown gode di un mondo di rapporti empatici che lo tiene fortemente presente al tessuto della vita. Per incoraggiare quest\u2019empatia, utilizziamo diverse tecniche che preparano il corpo psicofisico del clown ad una <strong>percezione intuitiva dell&#8217;ambiente sociale e fisica<\/strong>.\n<h2> <\/h2>\nA parte il lavoro sul palco definito \u201cclownerie,\u201d il nostro training apre all\u2019attore la possibilit\u00e0 di non intrappolarsi nel punto di vista del ruolo, e sopratutto di <strong>superare i limite del giudizio<\/strong> <strong>e dell&#8217;auto giudizio<\/strong>. Quindi propone, non tanto un lavoro sulla tecnica, ma piuttosto metodi per tenere vivo un atteggiamento che apre alla <strong>libert\u00e0 del gioco<\/strong>.\n<h2> <\/h2>\nAlcuni semplici tecniche del massaggio ci aiutano ad approfondire la nostra <strong>percezione tattile dello spazio<\/strong>, mentre riscaldamenti fisici e giochi teatrali svegliano i muscoli fisici e immaginativi. Giochi\u00a0 teatrali e di &#8220;specchio&#8221; stimolano i <strong>neuroni a specchi<\/strong>o nonch\u00e9 la nostra <strong>visione periferica.<\/strong>\n<h2> <\/h2>\nIl lavoro propone una serie di <strong>improvvisazioni<\/strong>, sia individuali che in gruppo, seguiti da <strong>feedback<\/strong> meticolosi. Con queste strutture esercitiamo la nostra abilit\u00e0 di dialogare, con la scena, nonch\u00e9 con il gruppo, in un modo oltre il solito cognitivo, sviluppando la nostra <strong>intelligenza<\/strong> <strong>emotiva, intuitiva, ritmica ed emotiva<\/strong>.\n<h2> <\/h2>\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n<h2> <\/h2>\n<h3 id=\"braucci\">Maurizio Braucci<\/h3>\n<h2> <\/h2>\n<strong>\u00a0SCRITTURA\u00a0 CINEMATOGRAFICA<\/strong>\n<h2> <\/h2>\nObiettivo \u00e8 quello di fornire gli strumenti utili per potenziare e affinare le proprie capacit\u00e0 artistiche nell\u2019ambito della scrittura cinematografica.\n<h2> <\/h2>\nIl programma di lavoro prevede lo sviluppo dei seguenti argomenti nell\u2019ambito della sceneggiatura cinematografica: nascita dell\u2019idea, il soggetto, la scaletta, il trattamento, la struttura e la \u00a0forma della sceneggiatura, descrizioni e dialoghi.\n<h2> <\/h2>\nGli allievi si eserciteranno, individualmente e collettivamente,\u00a0 alla \u00a0scrittura di una personale\u00a0 sceneggiatura.\n<h2> <\/h2>\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n<h2> <\/h2>\n<h3>Silvia Gribaudi<\/h3>\n<h2> <\/h2>\nSilvia Gribaudi un\u2019artista che unisce la danza all\u2019 ironia e che al centro della ricerca del gesto mette il dialogo, la relazione e la presenza per essere perfomer. In questo seminario verranno esplorati:\nIl virtuosismo: come cambia nel tempo?\nCosa \u00e8 la presenza ?\nCome la danza cambia in base alla nostra presenza? Come rivitalizzare la propria fisicit\u00e0 con \u00a0l \u2019autoironia e la dinamicit\u00e0 della danza e dello humor?Come la danza fa rivivere nel gioco \u00a0la percezione del proprio corpo e del cambiamento ?Un laboratorio con Silvia Gribaudi per tutte le et\u00e0 dove il corpo in tutte le sue diversit\u00e0 e trasformazioni potr\u00e0 attraversare l\u2019esperienza della vitalit\u00e0 del movimento.\n<h2> <\/h2>\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n<h2> <\/h2>\n<h3 id=\"guidi\">Chiara Guidi<\/h3>\n<h2> <\/h2>\nPorremo l\u2019attenzione al corpo sonoro della voce per esplorarne l\u2019azione a partire dalla <em>Pentesilea <\/em>di Kleist. I timbri, i toni, le altezze, le intensit\u00e0 sono in s\u00e9 un atto drammaturgico e, attraverso la \u201cTecnica molecolare\u201d, cadremo nel corpo del testo: a morsi, strapperemo le varie parti della parola (sillabe, vocali, consonanti) per interpretare la forza tragica di <em>Pentesilea<\/em>.\n<h2> <\/h2>\nIn quei versi di passione e furore, dismisura e sfida di ogni regola, con l\u2019ausilio di parole criptiche, Kleist d\u00e0 voce a una riflessione complessa sul pensiero che nasce dal corpo e che trova nella voce quell\u2019irraggiamento della carne fuori da se stessa.\n<h2> <\/h2>\nFaremo esercizio perch\u00e9 solo nella pratica si pu\u00f2 \u201cinterpretare\u201d il suono della nostra voce e scoprire che nelle viscere esiste un cantare sottocutaneo che ci permette di ritrovare non l\u2019aspetto esteriore dei significati ma la loro forma sempre pronta a un continuo e impossibile disvelamento.\n<h2> <\/h2>\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n<h2> <\/h2>\n<h3 id=\"paci\">Adrian Paci<\/h3>\n<h2> <\/h2>\nL\u2019arte come pratica e come esperienza.\nIl disegno e la pittura come tracce di un incontro e scontro con il mondo.\n<h2> <\/h2>\n<strong>Premessa<\/strong>\n\nIl discorso dell\u2019arte si carica di parole. Attraverso di esse cerchiamo di descrivere le pratiche, spiegare le intenzioni, esprimere i desideri, formulare un pensiero. Anche questa presentazione \u00e8 fatta di parole&#8230;\nA volte si dimentica per\u00f2 che l\u2019arte prende forma attraverso il suo linguaggio. Un artista non solo si esprime attraverso questo linguaggio dell\u2019arte, ma pensa con gli elementi specifici del suo linguaggio. Il linguaggio dell\u2019arte si elabora attraverso la pratica dell\u2019arte.\nDeleuze parla del pensiero del film come un pensiero che prende forma attraverso i blocchi di immagini\/tempo, Cezanne parla del pensiero in pittura.\nL\u2019opera \u00e8 un corpo, un organizmo vitale e non un contenitore di intenzioni espresse verbalmente in un foglio di carta. Questo corpo viene elaborato da chi lo costruisce ma anche percepito da chi lo fruisce, nella complessit\u00e0 delle sue sfumature dei suoi passaggi e delle sue pieghe.\n<h2> <\/h2>\nInsegnare l\u2019arte diventa un tentativo di attivazione di questa pratica aprendo la possibilit\u00e0 di riflettere e pensare attraverso lo sguardo, attraverso le mani e attraverso il corpo del materiale che prende forma.\nNella vastit\u00e0 dei linguaggi dell\u2019arte ho deciso di mettere a fuoco il disegno e la pittura come linguaggi da una parte essenziali, ma anche carichi di una lunga storia legata all\u2019esperienza artistica.\n<h2> <\/h2>\n<strong>1 &#8211; All\u2019inizio c\u2019era lo sguardo<\/strong>\n<h2> <\/h2>\nIl primo organo che si attiva nell\u2019esperienza pittorica \u00e8 l\u2019occhio. In un certo senso si pu\u00f2 dire che si dipinge principalmente attraverso lo sguardo.\nEsercitare la pittura vuol dire prima di tutto esercitare l\u2019occhio. Lo sguardo non ha solo la funzione di registrare i fenomeni che ha davanti, Lo sguardo seleziona, mette a fuoco, accarezza, si infiamma.\n<h2> <\/h2>\nImparare a disegnare o a dipingere vuole dire prima di tutto imparare a guardare. Guardare una forma, sentire il suo volume, percepire le sue linearit\u00e0 i suoi punti acuti e le morbidezze, la ricchiezza cromatica o il chiaroscuro; tutto questo \u00e8 molto di pi\u00f9 passa attraverso l\u2019elaborazione e la sofisticazione della capacit\u00e0 di guardare.\n<h2> <\/h2>\nIl guardare non \u00e8 mai solo un guardare fuori, \u00e9 anche un guardare dentro. E\u2019 portare il fuori dentro di se cos\u00ec come tirare fuori la nostra interiorit\u00e0 in un processo dove l\u2019occhio rimane la soglia di una relazione che non pu\u00f2 essere solo meccanica, ma viene caricata di memorie e affetto, immaginazione e fantasia.\n<h2> <\/h2>\nL\u2019occhio si attiva davanti al mondo per ricevere i suoi segnali, ma con la stessa intensit\u00e0 e attenzione si guarda anche la materia con la quale si costruisce l\u2019opera, il foglio, i segni, i colori , tutti elementi carichi di una potenzialit\u00e0 che richiama poi il gesto dell\u2019artista per essere attivata e prendere forma nell\u2019opera.\n<h2> <\/h2>\n<em>Testi da consultare: L\u2019occhio e lo spirito, Marleau Ponty\nLa conoscenza accidentale, Georges Didi-Huberman<\/em>\n<h2>   <\/h2>\n<strong>2 &#8211; Le mani<\/strong>\n\nLa materia si modella attraverso i nostri gesti. Le mani sono quelle parti del nostro corpo che ci permettono di relazionarsi fisicamente con la materia, di modellarla di plasmarla.\nSi entra nella pratica del disegno e della pittura \u201ccamminando\u201d con le mani. Il lavoro manuale, la manualit\u00e0 \u00e8 spesso etichettata come qualcosa di poco intellettuale, ma se usciamo da una visone ovvia e superficiale e vediamo il lavoro manuale non come un semplice esercizio di forza lavoro,\n<h2> <\/h2>\npossiamo notare che nelle sue sfumature le mani riescono a trasmettere sensibilit\u00e0, conoscenza e pensiero.\nSappiamo tutti che c\u2019\u00e8 un linguaggio del corpo. Le mani ci permettono di entrare in una relazione corpo a corpo con il mondo per decifrare cos\u00ec il suo linguaggio, ma facendo cos\u00ec scopriamo anche il nostro corpo, impariamo ad ascoltare il suo linguaggio. Attraverso la pratica del disegno e della pittura si conosce la porosit\u00e0 corporea del mondo, ma si conosce anche il nostro corpo, cosi come il corpo della materia che stiamo mettendo in gioco.\n<h2> <\/h2>\nL\u2019opera diventa cos\u00ec il campo dove il corpo del mondo, il corpo della materia del lavoro e il nostro corpo si relazionano in un intreccio carico di fisicit\u00e0 e quello che rimane ne \u00e8 la traccia. In questo intreccio le mani sono quelle che toccano, articolano, manovrano e perch\u00e9 no, pensano. Pensare con le mani diventa cos\u00ec non possibile ma necessario per un esperienza completta dell\u2019opera d\u2019arte.\n<h2> <\/h2>\n<em>Testi da consultare: L\u2019uomo artigiano, Ricchard Sennett<\/em>\n<h2>   <\/h2>\n<strong>3 &#8211; Raccontare<\/strong>\n<h2> <\/h2>\nL\u2019arte non \u00e8 solo una produzione estetizzante di oggetti e artefatti. Essa nasce da esperienze e genera esperienze. In quest\u2019ottica l\u2019opera diventa un veicolo di racconto.\nL\u2019artista si presenta come il testimone di qualcosa di cui ha fatto esperienza e ce la racconta attraverso l\u2019opera. Il racconto dell\u2019arte non \u00e8 mai un semplice passaggio di informazioni. L\u2019artista non racconta i fatti ma lo stupore che essi suscitano. L\u2019arte diventa un modo per dare forma all\u2019incontro con l\u2019altro. Non \u00e8 l\u2019incontro con l\u2019uguale ma l\u2019incontro con l\u2019altro che produce esperienza e l\u2019arte si attiva per raccontare le tensioni e le attrazioni di questo incontro.\n<h2> <\/h2>\nLa pratica dell\u2019opera segna il passaggio di questa esperienza nel linguaggio attraverso il racconto. Raccogliere la complessit\u00e0 di un esperienza, riconoscere le sue potenzialit\u00e0 e portarle nel linguaggio per far si che l\u2019opera stessa diventi una presenza che evochi l\u2019esperienza, questo potrebbe essere il compito di un racconto.\n<h2> <\/h2>\n<strong>Testi da consultare<\/strong>:<em> Il Narratore, Walter Benjamin,\nIl Fuoco e il Racconto, Giorgio Agamben<\/em>\n<h2> <\/h2>\n<em>Il Linguaggio dell\u2019altro, Buyng Chul-Han<\/em>\n<h2><\/h2>\n<h2 class=\"p1\">CALENDARIO DIDATTICO 2019\/20<\/h2>\n<em>Con piacere l\u2019Accademia Mediterranea dell\u2019Attore e Calasanzio Cultura e Formazione comunicano che il corso biennale per attori, sospeso a causa dell\u2019emergenza sanitaria, riprender\u00e0 secondo le modalit\u00e0 della formazione a distanza a partire dal 18 maggio, ogni luned\u00ec, mercoled\u00ec e venerd\u00ec dalle ore 18 alle ore 21. <\/em>\n\n<em>Le lezioni consentiranno agli allievi gi\u00e0 iscritti all\u2019anno accademico 2019\/2020 di completare la formazione biennale. Per ulteriori informazioni: info@accademiaama.it<\/em>\n\n<strong>Inizio attivit\u00e0 didattiche mercoled\u00ec 16 ottobre 2019<\/strong> ore 17-20\n\n<strong>mercoled\u00ec 16 ottobre 2019<\/strong> ore 17-22 \/ SILVIA LODI\n\n<strong>venerd\u00ec 18 ottobre 2019<\/strong> ore 17-22\/ SILVIA LODI\n\n<strong>mercoled\u00ec 23 ottobre <\/strong><strong>2019<\/strong> ore 17-22\/ IPPOLITO CHIARELLO\n\n<strong>venerd\u00ec 25 ottobre <\/strong><strong>2019<\/strong> ore 17-22\/ IPPOLITO CHIARELLO\n\n<strong>mercoled\u00ec 30 ottobre <\/strong><strong>2019<\/strong> ore 17-22\/ IPPOLITO CHIARELLO\n\nLa comunicazione sul calendario delle lezioni successive sar\u00e0 trasmessa direttamente agli allievi. Di seguito gli aggiornamenti sui <a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">seminari e i workshop <\/a><a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">aperti anche agli esterni<\/a>\n\ndal <strong>21 <\/strong>al <strong>25 GENNAIO <\/strong>2020 ore 16-22 \/ <a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">SEMINARIO INTENSIVO APERTO CON CHIARA GUIDI<\/a>\n\ndal <strong>29 giugno\u00a0al 3 luglio <\/strong>2020 ore 16-22 \/ <a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">SEMINARIO INTENSIVO APERTO CON MARCO MANCHISI<\/a>\n\ndall&#8217; <strong>27<\/strong> al 31 LUGLIO 2020 ore 16-22 (orari da confermare)\u00a0 \/<a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">SEMINARIO INTENSIVO APERTO CON ROBERTO LATINI<\/a>\n\n<hr \/>\n\n<h2 class=\"p1\">PROGRAMMI DI LAVORO<\/h2>\n<em><strong><span class=\"s1\"><span style=\"color: #ff0000;\">di Chiara Guidi<\/span>\n<\/span><\/strong><\/em>\n<ol>\n \t<li><strong>LA VOCE IN UNA FORESTA DI IMMAGINI INVISIBILI<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<strong>Laboratorio sulla tecnica molecolare della voce<\/strong>\n\nIl laboratorio indagher\u00e0 sulla relazione tra il suono della voce e quello delle parole che vengono pronunciate. La mia attenzione va innanzi tutto alla voce in s\u00e9, per scoprirla, per farne suonare tutti i timbri e i toni che possiede, prima di entrare nella dimensione della parola e vedere come \u00e8 fatta e a cosa allude.\n\nCredo che attraverso il potere del suono della voce si possa creare uno spazio in teatro dove, anche a occhi chiusi, lo spettatore riesca a vedere i colori, le forme, gli oggetti e le figure.\n\nCerco la musica, e non il significato delle parole, perch\u00e9 in essa esiste un cantare sottocutaneo dove l\u2019incanto della voce permette di ritrovare, in ritardo, tutto il significatosospeso. L\u2019attore \u00e8 chiamato a fabbricare le parole e a metterle in risonanza con quanto lo circonda, affinch\u00e9 lo stesso spazio circostante possa rispondere, e cantare. La mia ricerca parte da qui: un\u2019idea di voce come <em><i>materia<\/i><\/em> che posso toccare, per sapere sempre dove la voce si trova.\n\n<strong>2. RELAZIONE SULLA VERIT\u00c0 RETROGRADA DELLA VOCE<\/strong>\n\n<strong>Lettura drammatica di Chiara Guidi con la partecipazione degli allievi (finale di laboratorio)\n<\/strong>\n\nSto affinando una tecnica vocale basata sull&#8217;imitazione di tutto quello che \u00e8 possibile udire con orecchio umano.La vastit\u00e0 enciclopedica di tutti i fenomeni sonori della terra la percepisco e la tratto come un insieme di note e di intervalli di una sinfonia che quotidianamente mi sforzo di ascoltare, imitare e trascrivere su una personale partitura musicale, con notazioni di nuovo conio, utili a fare ordine nella memoria e a essere riprodotte.Ho chiamato questa tecnica \u201cmolecolare\u201d, perch\u00e9 soltanto un approccio microscopico consente di delimitare il profilo sonoro degli elementi presi in esame. Cercando di imitare alcune piccole particelle sonore della terra, la voce assume la consistenza di un corpo, un corpo sottile che, muovendosi sulle parole, evoca immagini: una foresta di immagini invisibili come una partitura di timbri e toni.\n\nIl testo della lettura drammatica \u00e8 in parte contenuto nel volume <em><i>La voce in una foresta di immagini invisibili<\/i><\/em> (Nottetempo, 2017)\n\n<hr \/>\n\n<em><strong><span class=\"s1\"><span style=\"color: #ff0000;\">di Roberto Latini<\/span>\n<\/span><\/strong><\/em>\n\n<strong>L&#8217;ATTORE SENZA SPETTACOLO<\/strong>\n\nLa Masterclass di Roberto Latini si compone attraverso teorie e pratiche sui modi, i tempi, i ritmi e i percorsi possibili dell\u2019arte teatrale.\n\nL\u2019attore, ammesso ai concetti fondamentali di ascolto e relazione, \u00e8 invitato all\u2019appuntamento-teatro, nella consapevolezza e nella coscienza del proprio sentire, della sensazione, del sembrare.\n\nIl teatro \u00e8 un invito, continuo, all\u2019indefinizione. Il teatro non \u00e8 rappresentazione. \u00c8 immaginazione.\n\nLa qualit\u00e0 del dire, la qualit\u00e0 del silenzio che ogni testo produce, la qualit\u00e0 dei livelli di comunicazione e la sua incontrollabile velocit\u00e0 progressiva, sono gli ambienti dentro i quali verr\u00e0 chiesto agli iscritti di produrre materiale in forma di esercizi.\n\nC\u2019\u00e8 bisogno di una coscienza costante e attenta, che tenga nella meraviglia del non previsto.\n\nIl Teatro accade senza strategia possibile, ma nella disponibilit\u00e0 e nell\u2019accoglienza.\nL\u2019attore in scena non agisce, reagisce.\n\n<hr \/>\n\n<span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong><span class=\"s1\">di Marco Manchisi<\/span><\/strong><\/em><\/span>\n\n<strong>ALLA RICERCA DELLA PROPRIA MASCHERA<\/strong>\n\nQuesto laboratorio parte dal lavoro dell\u2019uomo alla ricerca del suo attore &#8211; maschera. Un viaggio dalla propria spontaneit\u00e0 alla maschera, ricercando l\u2019animalit\u00e0 del carattere che nasce.\nLa creazione di un personaggio, il suo corpo, i suoi gesti, le sue parole, al servizio della scena. Maschera e spazio scenico come un tutt\u2019uno.\nLe maschere che verranno utilizzate sono quelle costruite dal maestro artigiano Stefano Perocco di Meduna.\n\nLinee di lavoro\n&#8211; L\u2019uomo, l\u2019attore e il personaggio. La ricerca della maschera.\n&#8211; Training di riscaldamento e di rilassatento. Punti di tensione e di abbandono.\n&#8211; Identificazione e relazione con lo spazio scenico. L&#8217;assolo e il coro.\n&#8211; Ritmo e musicalit\u00e0. La musica del proprio corpo.\n&#8211; La quotidianit\u00e0 e l\u2019extraquotidianit\u00e0. Raccontare con i gesti.\n&#8211; Servi e padroni. Codici, mprovvisazioni e brevi partiture.\n\n<hr \/>\n\n<span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong><span class=\"s1\">di Ippolito Chiarello<\/span><\/strong><\/em><\/span>\n\nCome presentarsi davanti a un pubblico e avere l\u2019autorevolezza e la consapevolezza del poter e voler comunicare qualcosa. Comunicare senso, emozione, presenza, forza. Diventare opera e non solo strumento di \u201crappresentazione\u201d. Il percorso dall\u2019essere persone, poi attori o attrici e dunque la possibilit\u00e0 di diventare creature nuove alle quali fornire la propria benzina. Diventare, ma restare se stessi. Consapevolezza di tutto quello che vogliamo far accadere. Tenendo conto di questi principi lavoreremo allenandoci alla forma del monologo e del dialogo e sperimenteremo ogni giorno la possibilit\u00e0 di improvvisare collettivamente, mettendo in relazione tutte le creature, nelle varie fasi e livelli di crescita individuale. Le domande fondanti saranno: CHI SONO? DOVE SONO? COSA VOGLIO DIRE? A CHI LO VOGLIO DIRE? PERCH\u00c9 LO VOGLIO DIRE? Useremo come terreno testuale per il nostro lavoro la commedia brillante di William Shakespeare MOLTO RUMORE PER NULLA.\n\n<hr \/>\n\n<h2 class=\"p1\">CALENDARIO DIDATTICO 2018\/19<\/h2>\n<strong>mercoled\u00ec 24 ottobre 2018<\/strong> ore 17-20 \/ <span style=\"color: #ff0000;\">BARBARA TOMA<span style=\"color: #000000;\">\u00a0 |\u00a0 ore 20-22\/<\/span>\u00a0 SILVIA LODI\n<\/span>\n\n<strong>venerd\u00ec 26 ottobre 2018<\/strong> ore 17-19\/ <span style=\"color: #ff0000;\">CARLA GUIDO<span style=\"color: #000000;\"> | ore 19-22<\/span> MARCO FALCOMATA&#8217;<\/span>\n\n<strong>mercoled\u00ec 31 ottobre 2018<\/strong> ore 17-19\/ <span style=\"color: #ff0000;\">BARBARA TOMA<\/span> | ore 19-22 \/\u00a0 <span style=\"color: #ff0000;\">SILVIA LODI<\/span>\n\nLa comunicazione del calendario delle prossime lezioni riservate agli allievi prosegue con la trasmissione diretta agli interessati. Di seguito gli aggiornamenti sui <a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">seminari e i workshop <\/a><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">aperti anche agli esterni<\/a>\n<\/span>\n\ndal <strong>3 <\/strong>al <strong>7 NOVEMBRE <\/strong>2018 ore 16-22 \/ <span style=\"text-decoration: underline;\">WORKSHOP INTERNAZIONALE<a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\"> CON<\/a> <span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">RADEK RYCHCIK<\/span><\/span>\n\ndal <strong>17 <\/strong>al 2<strong>1 DICEMBRE<\/strong> 2018 &#8211;\u00a0 ore 16-22 \/ <a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">SEMINARIO INTENSIVO APERTO CON <span style=\"color: #ff0000;\">ROBERTO ANGLISANI<\/span><\/a>\n\ndal <strong>25 <\/strong>al <strong>29\u00a0MARZO 2019 &#8211;\u00a0 ore 16-22 \/ <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">SEMINARIO INTENSIVO APERTO CON<\/a> ROBERTO CASTELLO<strong>\n<\/strong><\/span><\/span>\n\ndal <strong>5 <\/strong>al <strong>10 APRILE 2019 &#8211;\u00a0 ore 16-22 \/ <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">SEMINARIO INTENSIVO APERTO CON <span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">SILVIA PASELLO<\/span><\/a><\/span>\n\n<hr \/>\n\n<h2 class=\"p1\">\u00a0PROGRAMMI DI LAVORO<\/h2>\n<span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong><span class=\"s1\">di Roberto Castello\n<\/span><\/strong><\/em><\/span>\n\n<strong>SIMULTANEIT\u00c0 FRA AZIONE E PENSIERO CREATIVO<\/strong>\n\n<strong>\u00a0<\/strong>\n\nLa storia dell&#8217;arte \u00e8 la storia della rappresentazione dei corpi, del come si \u00e8 evoluta la capacit\u00e0 di produrre narrazioni anche grandi e complesse attraverso la loro sola raffigurazione. La coreografia \u00e8 il suo corrispettivo tridimensionale e diacronico: un sistema di comunicazione complesso che intrecciando il piano visivo con quello sonoro conduce lo spettatore attraverso un territorio linguistico unico in cui il corpo \u00e8 al tempo stesso l&#8217;attore e l\u2019oggetto della rappresentazione.\n\nIl seminario con Roberto Castello consister\u00e0 in un lavoro intensivo sulla concentrazione, sull\u2019ascolto e sull\u2019esercizio della simultaneit\u00e0 fra azione e pensiero creativo.\nScrive Roberto Castello:\nIl pensiero non aiuta chi sta danzando, lo osservava Nietzsche, e lo sa per esperienza chiunque abbia sperimentato cosa significhi abbandonarsi al movimento. Quando si afferra al volo un bicchiere scivolato di mano, l\u2019azione precede la consapevolezza dell\u2019agire. Nell\u2019emergenza ci si muove con rapidit\u00e0, esattezza e naturalezza. Improvvisare \u00e8 fare appello a questo tipo di intelligenza per trasformare il corpo in uno strumento creativo che genera azioni, nello stesso modo in cui uno strumento musicale genera suoni, o un pennello colori e forme.\n\n<hr \/>\n\n<span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong><span class=\"s1\">di Silvia Pasello\n<\/span><\/strong><\/em><\/span>\n\n<strong>LA VOCE IN ASCOLTO<\/strong>\n<strong>La questione della presenza<\/strong>\n\n&#8220;La parola chiave \u00e8 per me \u201crisonanza\u201d, e ha a che fare con la qualit\u00e0 del testo e con il rapporto dell\u2019attore con il testo. Quando un autore \u00e8 realmente alla ricerca, fa un lavoro di sottrazione, lascia cadere molte parole fino quando non trova qualcosa. Nessuna sua frase resta cos\u00ec chiusa in se stessa ma nasconde una risonanza. E un buon attore, un attore sensibile, \u00e8 una cassa di risonanza: \u00e8 in grado di lasciar entrare in s\u00e9 il testo, di lasciarlo risuonare per poi passare dalla bocca. Quando un attore \u00e8 in grado di riconoscere questa risonanza, sa bene che, nonostante le apparenze, ogni volta che recita uno stesso brano non sar\u00e0 mai una ripetizione, ma una nuova scoperta. Per l\u2019attore e per il regista una scrittura che contiene questa capacit\u00e0 di risuonare \u00e8 un terreno sempre nuovo da esplorare\u2026\n\n(P. Brook)\n\nNel lavoro dell\u2019attore, la questione della voce riguarda l\u2019azione che la sostiene. Questa \u201cazione\u201d \u00e8 principalmente interiore. La dimensione dell\u2019ascolto diventa perci\u00f2 fondamentale.\u2028Nell\u2019incontro si cercher\u00e0 di affrontare il tema del lavoro vocale, coniugandolo alle domande relative alla presenza scenica, cio\u00e8 a quella condizione che precede, accompagna e riverbera ogni gesto performativo. Ci occuperemo della condizione\u00a0 che permette il processo creativo, che permette l\u2019accadimento nell\u2019abbandono di ogni volont\u00e0 di \u201criuscita\u201d.\nLe esercitazioni utili al nostro lavoro saranno principalmente tre:\nUn lavoro sull\u2019ascolto e l\u2019esecuzione di alcune posizioni fisiche di allungamento.\nEsercizi di tecnica vocale\nSi chiede ai partecipanti di portare un breve testo, che pu\u00f2 essere scelto tra un materiale poetico o di prosa.\n\n<hr \/>\n\n<span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong><span class=\"s1\">di Roberto Anglisani<\/span><\/strong><\/em><\/span>\n\n<strong><span class=\"s1\">L\u2019Arte del racconto<\/span><\/strong>\n\n<strong>Seminario pratico intensivo sulla narrazione orale<\/strong>\n&#8220;(. . .)All&#8217;inizio il narratore non cambia la realt\u00e0 apparente. Gli spettatori sono l\u00e0, lui \u00e8 l\u00e0, lo guardano. Poi con il suo sguardo, con tutti gli aspetti normali, simpatici e sopratutto vitali della sua personalit\u00e0 instaura una relazione diretta con il pubblico: da questo momento pu\u00f2 evocare qualsiasi cosa. Con la voce, con la parola, con il gesto pu\u00f2 evocare un esercito, pu\u00f2 evocare un numero infinito di persone, di luoghi, immagini di ogni sorta.\nPu\u00f2 passare dall&#8217;esterno all&#8217;interno di un personaggio, di una situazione e, cosa ancora pi\u00f9 straordinaria, ha una libert\u00e0 assoluta in rapporto allo svolgimento del tempo&#8221; (Peter Brook)\n\nIl lavoro sulla narrazione che voglio proporvi \u00e8 un lavoro pratico, concreto.\nSe narrare \u00e8 produrre visioni nella mente di chi ascolta, occorre che il narratore, per primo, sia capace di &#8220;vedere&#8221; per \u201cfar vedere quello che non c\u2019\u00e8\u201d.\nALCUNE TEMATICHE DI LAVORO:\n&#8211; VEDERE PER NARRARE: introduzione alla narrazione attraverso un diverso modo di vedere ci\u00f2 che ci circonda.\n&#8211; VEDERE L&#8217;INVISIBILE: vedere ci\u00f2 che \u00e8 invisibile e farlo vedere agli altri.\n&#8211; ANALISI DEL RACCONTO: le arcate drammaturgiche.\n&#8211; L&#8217;USO DEL TEMPO: tempi e stili diversi di narrazione.\n&#8211; L&#8217;IMMAGINE E LA PAROLA: come trasferire in oralit\u00e0 un&#8217;immagine\n&#8211; LE TECNICHE SPECIFICHE DELLA NARRAZIONE: il ritmo &#8211; il corpo &#8211; la voce &#8211; i sensi.\n\n<hr \/>\n\n<span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong><span class=\"s1\">di Radek Rychcik\n<\/span><\/strong><\/em><\/span>\n\n<strong><span class=\"s1\">La poetica della vergogna\n<\/span><\/strong>\n\nCari partecipanti al workshop!\n\nNon vedo l\u2019ora di potervi incontrare e conoscere, attendo con gran piacere ed eccitazione questa possibilit\u00e0. Ci aspettano giorni interessanti e intensi, fatti di incontri umani e di comune lavoro. Il tema che affronteremo \u00e8 particolarmente delicato, complesso, problematico nella sua analisi: LA VERGOGNA. Cos\u2019\u00e8? \u00c8 un\u2019emozione, un sentimento, difficile da esprimere e da sintetizzare in una forma artistica. Cercheremo di trovare parole, gesti, figure per esprimerci attraverso dibattiti, esercizi ed improvvisazioni.\n\nVi invier\u00f2 pensieri e impressioni che spero siano fonte d\u2019ispirazione per il nostro lavoro. Leggete attentamente, nonostante sia solo una \u201cfonte primordiale\u201d, giacch\u00e8 i temi che toccheremo nel corso del workshop saranno la vergogna privata e quella pubblica\/nazionale, il significato della parola \u201cvergogna\u201d in quanto tale, la maschera sociale che una volta tolta genera vergogna. Ci confronteremo anche sul tema delle nostre storie e culture.\n\nHo per voi anche tre domande fondamentali, vorrei ricevere le vostre risposte entro marted\u00ec 30 ottobre, in modo da potermi preparare al meglio prima del 3 novembre. Il primo giorno di lavoro discuteremo insieme delle vostre risposte, per questo vi prego di essere puntuali, e soprattutto di rispondere in maniera profonda, sincera, intima. Non c\u2019e\u2019 un limite minimo o massimo, potete rispondere come e quanto volete.\n<ol>\n \t<li>Di cosa ti vergogni o ti sei vergognato\/a maggiormente?<\/li>\n \t<li>Di cosa si vergogna la tua famiglia?<\/li>\n \t<li>Di cosa si vergogna la tua Nazione?<\/li>\n<\/ol>\nEntro il 3 novembre vorrei anche che:\n<ul>\n \t<li>Guardaste il film <em>Elephant man<\/em> di David Lynch. \u00c8 facilmente recuperabile<\/li>\n \t<li>Leggeste quanto pi\u00f9 possibile il saggio \u201cFrammenti di un discorso amoroso\u201d di Roland Barthes. Ho controllato con Jakub Porcari, che mi assister\u00e0 nel lavoro: \u00e8 disponibile in forma gratuita come e-book in formato pdf su internet.<\/li>\n<\/ul>\n\n<hr \/>\n\n\n\n<hr \/>\n\n<h2 class=\"p1\"><\/h2>\n<h2 class=\"p1\">CALENDARIO DIDATTICO 2017\/18<\/h2>\n<strong>mercoled\u00ec 25 ottobre 2017<\/strong> ore 18-21 apertura anno accademico\/ <span style=\"color: #ff0000;\">IPPOLITO CHIARELLO <span style=\"color: #000000;\">e<\/span> BARBARA TOMA<\/span>\n\ndal <strong>12 <\/strong>al <strong>14 DICEMBRE<\/strong> 2017 \u2013 ore 16.30 \u2013 22.30 \/ <a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">SEMINARIO INTENSIVO APERTO CON <span style=\"color: #ff0000;\">FLAVIO ALBANESE<\/span><\/a>\n\ndal <strong>12 e 13 GENNAIO <\/strong>2018 \u2013 ore 17.00 \u2013 22.00 (venerd\u00ec) &#8211; 15.30- 20.30 (sabato)\/ <a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">SEMINARIO CON <span style=\"color: #ff0000;\">MARINELLA ANACLERIO <span style=\"color: #333333;\">(riservato allievi)<\/span><\/span><\/a>\n\ndal <strong>15 <\/strong>al <strong>19 GENNAIO <\/strong>2018 \u2013 ore 16.00 \u2013 22.00 (solo lun 15 ore 17-21)\/ <a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">SEMINARIO INTENSIVO APERTO CON <span style=\"color: #ff0000;\">GABRIELE\u00a0 VACIS<\/span><\/a>\n\ndal <strong>16 <\/strong>al <strong>20 APRILE <\/strong>2018 \u2013 ore 16.30 \u2013 22.30 \/ <a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">SEMINARIO INTENSIVO APERTO CON <span style=\"color: #ff0000;\">SIMONA GONELLA<\/span><\/a>\n\ndall&#8217;8 al <strong>12 MAGGIO <\/strong>2018 \u2013 ore 15.30 \u2013 22.30\/ <a href=\"https:\/\/www.accademiaama.it\/oldsite\/seminari-intensivi\/\">SEMINARIO INTENSIVO APERTO CON <span style=\"color: #ff0000;\">MASSIMILIANO CIVICA<\/span><\/a>\n\n<hr \/>\n<p class=\"p1\"><\/p>\n\n<h2 class=\"p1\">\u00a0PROGRAMMI DI LAVORO<\/h2>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong><span class=\"s1\">di Flavio Albanese\u00a0<\/span><\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><strong><span class=\"s1\">Commedia dell\u2019Arte: la maschera \u2013 la tradizione \u2013 l\u2019attore<\/span><\/strong><\/p>\nL&#8217;analisi del mio lavoro di attore e di regista per diversi anni, mi spingere a credere nella Commedia dell&#8217;Arte come una base pedagogica dell&#8217;arte della recitazione.\nLa tecnica \u00e8 semplice, ma ci\u00f2 che rende questo lavoro inimitabile \u00e8 l\u2019universalit\u00e0 del suo linguaggio.\nIl Laboratorio \u00e8 dedicato alla scoperta, all&#8217;uso e alla tecnica delle maschere nella Commedia dell&#8217;Arte in modo molto pratico ed immediato avendo come riferimento il testo <strong>\u201cIl servitore di due padroni\u201d di Carlo Goldoni<\/strong>.\n\nLo stage \u00e8 diviso in due momenti uno di studio tecnico e uno di pratica di \u201crecitazione all\u2019improvviso\u201d.\n\nSi studieranno alcune tecniche dell\u2019uso della maschera, i caratteri e le stilizzazioni: Servi (Zanni, Arlecchino, Brighella etc.), Vecchi (Pantalone e Dottore), Capitani e Innamorati. In base alle caratteristiche del gruppo di lavoro si studieranno e si metteranno in scena anche alcune scene del testo di Goldoni \u201cIl servitore di due padroni\u201d o alcuni canovacci. Le maschere di cuoio saranno messe a disposizione per le prove pratiche.\n\nI partecipanti dovranno indossare abbigliamento comodo, neutro e di colore chiaro.\n\n<hr \/>\n<p class=\"p1\"><em><b><span style=\"color: #ff0000;\">di Ippolito Chiarello<\/span><\/b><\/em><\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Linee programmatiche e di senso del corso<\/strong><\/p>\nIl lavoro come obiettivo\nL\u2019attitudine e l\u2019atteggiamento per fare il viaggio\nL\u2019ascolto come metodo\nLe domande come ossessione\nLa ripetizione consapevole delle pratiche come allenamento\nLo scrivere come memoria del senso e del percorso\nL\u2019attore e la storia come unico strumento\nUnicit\u00e0 della propria macchina attoriale\nLo sguardo su quello che mi circonda come serbatoio\nL\u2019unicit\u00e0 di ogni percorso di formazione legato alla guida\nLa comunit\u00e0 come obiettivo\n\nSulla scorta di progetti di teatro collaudati e orientati in questi anni a ricreare una relazione sentimentale, privilegiata e necessaria con il pubblico e il nuovo pubblico, il pubblico che bisogna ri-conquistare, vorrei sviluppare un lavoro che, oltre alla pratica attoriale, si concentri anche, al fine di rendere questa pratica ancora pi\u00f9 consapevole, sull\u2019azione legata all\u2019ambiente circostante: il pubblico, il quartiere, la citt\u00e0, l\u2019educazione, il contatto, la relazione. Per educare nuovo pubblico per il teatro e per la vita di tutti i giorni.\nIl mio lavoro parte, prima che dalla tecnica, che ha a che fare con tempi molto pi\u00f9 elaborati e personali, da un lavoro sulla consapevolezza del dire e dell\u2019agire e sulla scoperta delle specificit\u00e0 di ogni attore. Il lavoro \u00e8 a tutto tondo e non ha delle materie suddivise e schematicamente scritte, ma si rif\u00e0 a una mia esperienza diretta in questo lavoro.\nIn un\u2019esperienza laboratoriale non ci sono delle \u201cmaterie\u201d da studiare, ma delle pratiche da scoprire e teorizzare. Pratiche che essenzialmente sono legate al \u201cmaestro\u201d che le condivide.\nOgni esperienza \u00e8 unica.\nSi parte dalla riappropriazione delle proprie facolt\u00e0 umane: dire, fare, sentire. Si parte alla ri-scoperta del proprio strumento di lavoro che \u00e8 il corpo e si attraversano le pratiche per riusarlo nella dinamica della rappresentazione. Costruito il corpo attraverso pratiche ed esercizi per allenarlo, si ri-trova la voce di questa macchina attoriale. Nulla che non si sappia gi\u00e0 fare. Bisogna solo imparare a smontare l\u2019automatismo e usare tutte le nostre possibilit\u00e0 espressive con coscienza. Scoprire la propria \u201ccifra\u201d comunicativa \u00e8 essenziale per non ridurre il lavoro a una mera accumulazione di tecnica che rende l\u2019attore senza \u201ccarattere\u201d.\nCi alleneremo lavorando, per raggiungere questi obiettivi, con la tecnica del monologo, del dialogo, della esposizione poetica e dell\u2019analisi del testo.\n\n<hr \/>\n<p class=\"p1\"><em><b><span style=\"color: #ff0000;\">di Massimiliano Civica<\/span><\/b><\/em><\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Il mestiere della recitazione<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">C\u2019\u00e8 confusione intorno all\u2019arte dell\u2019attore. Sembra che tutto si riduca a due concetti tanto diffusi quanto generici: \u201csensibilit\u00e0\u201d ed \u201cenergia\u201d. Non c\u2019\u00e8 niente di male nel dire che un attore debba avere sensibilit\u00e0 ed energia, ma questo non aiuta a circoscrivere il suo campo d\u2019azione ed ad individuare gli strumenti specifici del suo lavoro: anche il musicista, il danzatore o il pittore debbono possedere sensibilit\u00e0 ed energia. Tutto ci\u00f2 genera in molti attori la sensazione frustrante di procedere alla cieca, senza avere una \u201cbussola\u201d su cui orientare tecnicamente il proprio lavoro.\nAttraverso improvvisazioni, esercizi e giochi, i partecipanti prenderanno coscienza del proprio personale e unico strumento e del modo in cui questo giustifica, incarna e fa \u201caccadere\u201d l\u2019evento del teatro. L\u2019attore \u00e8 sia strumento che strumentista, \u00e8 insieme il creatore e il materiale stesso della propria creazione. Il laboratorio porr\u00e0 l\u2019attenzione sugli strumenti fondamentali dell\u2019arte dell\u2019attore: il proprio corpo, la propria voce, lo spazio fisico in cui si agisce e la capacit\u00e0 \u201cschizofrenica\u201d di guardarsi da fuori per sorvegliare l\u2019efficacia e la coerenza del proprio racconto scenico. Ogni vero attore \u00e8 per forza di cose anche un autore.\nSu questi fondamentali si eserciteranno i partecipanti al laboratorio, prima analizzandoli separatamente e poi nella loro interrelazione scenica: il lavoro sulla voce naturale, non accademicamente impostata, con lo studio del parametro della proiezione attraverso la recitazione in coro; attraverso improvvisazioni guidate e la composizione di brevi scene mute i partecipanti impareranno a percepire e a leggere, \u201cdal punto di vista del pubblico\u201d, le linee di forza drammaturgiche che si generano tra gli attori in base al semplice posizionamento del loro corpo nello spazio scenico ed alla direzione dei loro sguardi; infine lo studio sulla costruzione di un racconto scenico efficace e coerente attraverso la realizzazione di breve improvvisazioni guidate, sviluppando\u00a0 la capacit\u00e0 \u201cschizofrenica\u201d di guardarsi da fuori per sorvegliare l\u2019efficacia e la coerenza del proprio agire spettacolare.\nIl laboratorio non fornir\u00e0 tecniche, trucchi o stili di recitazioni prefissati, ma intende portare gli allievi a confrontarsi con le questioni fondamentali della recitazione, in modo che ognuno sia in grado di produrre le proprie personali risposte.<\/p>\n\n\n<hr \/>\n<p class=\"p1\"><em><b><span style=\"color: #ff0000;\">di Simona Gonella<\/span><\/b><\/em><\/p>\n\n<blockquote>\n<div dir=\"ltr\">\n\n<b>Analisi e preparazione di un testo<\/b>\n<p class=\"p1\">Il seminario si prefigge lo scopo di fornire strumenti utili agli allievi attori per analizzare un testo teatrale di modo da avere maggiore autonomia nella preparazione del personaggio e di allenare la componente dell\u2019attore autore consapevole della propria presenza in scena. Non mancheranno spunti per quanti vorranno sperimentarsi come registi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Gli allievi lavoreranno su un testo teatrale comune scelto dalla docente con esercitazioni pratiche in aula e compiti a casa. Ogni allievo ricever\u00e0 una lettera contenente l\u2019indicazione del testo scelto e i compiti preliminari da svolgere prima dell\u2019inizio delle lezioni.<\/p>\n<p class=\"p1\">Nei giorni del seminario ci confronteremo dapprima:<\/p>\n\n<ul class=\"ul1\">\n \t<li class=\"li1\">sulla comprensione del contesto storico e della poetica e biografia dell\u2019autore<\/li>\n \t<li class=\"li1\">sulla struttura profonda del testo e la relativa analisi di motori, punti di svolta, andamenti ritmici<\/li>\n \t<li class=\"li1\">sull\u2019analisi dei personaggi, delle azioni, dello spazio<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p1\">In una seconda fase si esploreranno alcuni esercizi pratici di studio:<\/p>\n\n<ul class=\"ul1\">\n \t<li class=\"li1\">del personaggio e della sua realt\u00e0 storica, fisica ed emotiva<\/li>\n \t<li class=\"li1\">della relazione fra personaggi, temi e spazio<\/li>\n \t<li class=\"li1\">di alcune scene con esercizi di improvvisazione, proposte creative e strumenti di analisi delle battute<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"p1\">Oltre al consueto abbigliamento comodo \u00e8 richiesto di lavorare con scarpe tipo ginnastica leggere (no piedi nudi).<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00c8 fondamentale e imprescindibile eseguire tutti i compiti preliminari.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Un testo di riferimento Introduzione alla regia teatrale di Simona Gonella, Dino Audino Editore, che contiene alcuni degli esercizi che esploreremo insieme.<\/p>\n\n<\/div><\/blockquote>\n\n<hr \/>\n<p class=\"p1\"><span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong><span class=\"s1\">di Gabriele Vacis<\/span><\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><strong><span class=\"s1\">\u00a0\u00a0\u00a0 Interpretare e raccontare.<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0\u00a0\u00a0 Un laboratorio per imparare a raccontare le proprie storie, attraverso le tecniche della narrazione teatrale<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0\u00a0\u00a0 Nel laboratorio racconterai le tue storie: quella volta che hai avuto veramente paura. Quella volta che ti sei trovato di fronte la bellezza. Quella volta che sei riuscito a dire a tuo padre che\u2026 Assolutamente niente opinioni, solo storie, racconti che poi vengono unificati in una drammaturgia.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0\u00a0\u00a0 Si tratter\u00e0 di ASCOLTARE. Ascoltare gli altri ma anche s\u00e9 stessi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0\u00a0\u00a0 Si tratter\u00e0 di GUARDARE. Il mondo ma anche il proprio corpo. Perch\u00e9 \u00e8 con il corpo che si fa drammaturgia. Intrecciando frammenti di vita.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019accostamento di racconti genera scintille di senso imprevedibili.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 Che differenza c\u2019\u00e8 tra le parole scritte per essere lette e le parole scritte per essere dette? In italiano si dice recitare, ma in inglese si dice to play, come giocare.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0\u00a0\u00a0 Un laboratorio per imparare a giocare con le parole dei grandi autori.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0\u00a0\u00a0 Interpretare \u00e8 come respirare. Non puoi farne a meno.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0\u00a0\u00a0 Platone diceva che la parola scritta, se interrogata, maestosamente tace. Quindi sei tu che devi valutare, giudicare le parole che devi pronunciare. E assumerti la responsabilit\u00e0 di attribuire loro dei caratteri. Ma cosa sono questi \u201ccaratteri\u201d che dovrai attribuire al testo? Principalmente tre: il ritmo, il tono, il volume. Semplificando un po\u2019 potremmo dire che interpretare significa scegliere le combinazioni di ritmo\/tono\/volume che attribuirai a ogni singola parola, a ogni gesto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Quest&#8217;anno per il Seminario AMA si lavorer\u00e0 sul testo CUORE di Edmondo De Amicis. La scheda completa sar\u00e0 inviata via email agli interessati scrivendo a info@accademiaama.it<\/p>\n\n\n<hr \/>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CALENDARIO DIDATTICO 2020\/21 Inizio attivit\u00e0 didattiche luned\u00ec 26 ottobre 2020 Lezioni: ogni luned\u00ec, mercoled\u00ec e venerd\u00ec dalle 17.00 alle 22.00 Masterclass 2021:\u00a0\u00a0A partire da aprile 2021 si avvia il percorso di formazione aperta anche ai non iscritti all&#8217;Accademia Mediterranea dell&#8217;Attore. 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