INFO

Il corso, della durata di 200 ore, si svolgerà nel periodo da ottobre 2023 a maggio 2024 ogni venerdì pomeriggio dalle 16.00 alle 20.00 e sabato dalle 9.00 alle 13.00 con frequenza obbligatoria.

Ex Convitto Palmieri, piazzetta di Giosuè Carducci, Lecce 

 

I moduli di insegnamento previsti sono: dizione (Carla Guido e Paola Martelli), recitazione teatrale (Ippolito Chiarello), danza e movimento (Barbara Toma), lettura e interpretazioni di testi (Marco Falcomatà, Lorenzo Paladini), canto (Silvia Lodi).

Al termine del percorso verrà rilasciato un attestato di partecipazione agli allievi.

SCHEDE DIDATTICHE

Dizione –  Paola Martelli

Dopo una breve presentazione degli aspetti paralinguistici della comunicazione umana e di alcune note di filosofia della voce, ci proponiamo di trasmettere agli allievi le competenze, gli strumenti e le conoscenze imprescindibili nella pratica della recitazione, della lettura espressiva e della dizione poetica: uno stile respiratorio funzionale all’emissione vocale; la corretta articolazione dei suoni; le norme che regolano la pronuncia italiana; una vocalità allenata sul piano della tonalità, del ritmo e del volume. Le esercitazioni, condotte su materiale tratto dal repertorio letterario, teatrale e cinematografico, consentiranno all’allievo di affrontare aspetti e temi dell’esperienza vocale (estetiche dell’attore in rapporto alla vocalità, diversità e tangenze fra interpretazione teatrale e interpretazione cinematografica etc.). L’approccio ai testi  sarà mediato dalla Stenografia scenica. Si tratta di alcuni segni da apporre alle battute e alle frazioni di battute coerentemente con la sequenza degli stati d’animo del personaggio, ampiamente discussi prima di scegliere la soluzione tecnica più adeguata: la pagina del copione risulta allora segnata come una partitura musicale. Codice di notazione teatrale (contempla, infatti, anche alcuni segni relativi al gesto, al movimento e all’azione), metodo rigoroso di analisi del testo nonché strumento prezioso e unico di messinscena della voce, la stenografia scenica costituisce un’efficace forma di allenamento mediante il quale l’allievo acquisisce un’ampia gamma di possibilità interpretative sul piano vocale. Pertanto, pur discendendo dalla prassi scenica, la stenografia può essere applicata a qualsiasi testo e in qualsiasi contesto comunicativo,  (Public Speaking, Reading, Dizione poetica, Comunicazione radiofonica, televisiva e cinematografica,  Doppiaggio).  

Recitazione teatrale – Ippolito Chiarello

Il lavoro come obiettivo L’attitudine e l’ atteggiamento per fare il viaggio L’ascolto come metodo Le domande come ossessione La ripetizione consapevole delle pratiche come allenamento Lo scrivere come memoria del senso e del percorso L’attore e la storia come unico strumento Unicità della propria macchina attoriale Lo sguardo su quello che mi circonda come serbatoio L’unicità di ogni percorso di formazione legato alla guida La comunità come obiettivo
Sulla scorta di progetti di teatro collaudati e orientati in questi anni a ricreare una relazione sentimentale, privilegiata e necessaria con il pubblico e il nuovo pubblico, il pubblico che bisogna ri-conquistare, vorrei sviluppare un lavoro che, oltre alla pratica attoriale, si concentri anche, al fine di rendere questa pratica ancora più consapevole, sull’azione legata all’ambiente circostante: il pubblico, il quartiere, la città, l’educazione, il contatto, la relazione. Per educare nuovo pubblico per il teatro e per la vita di tutti i giorni.

Il mio lavoro parte, prima che dalla tecnica, che ha a che fare con tempi molto più elaborati e personali, da un lavoro sulla consapevolezza del dire e dell’agire e sulla scoperta delle specificità di ogni attore. Il lavoro è a tutto tondo e non ha delle materie suddivise e schematicamente scritte, ma si rifà a una mia esperienza diretta in questo lavoro.

In un’esperienza di formazione non ci sono delle “materie” da studiare, ma delle pratiche da scoprire e teorizzare. Pratiche che essenzialmente sono legate al “maestro” che le condivide.

Ogni esperienza è unica.

Si parte dalla riappropriazione delle proprie facoltà umane: dire, fare, sentire. Si parte alla ri-scoperta del proprio strumento di lavoro che è il corpo e si attraversano le pratiche per riusarlo nella dinamica della rappresentazione. Costruito il corpo attraverso pratiche ed esercizi per allenarlo, si ri-trova la voce di questa macchina attoriale. Nulla che non si sappia già fare. Bisogna solo imparare a smontare l’automatismo e usare tutte le nostre possibilità espressive con coscienza. Scoprire la propria “cifra” comunicativa è essenziale per non ridurre il lavoro a una mera accumulazione di tecnica che rende l’attore senza “carattere”.

Per raggiungere questi obiettivi e orientarci in questo primo percorso base di approccio alla recitazione teatrale, useremo, in maniera molto approfondita, tutte le tecniche dell’improvvisazione, usando l’esercizio del “Rotazi” (lavoro in uno spazio definito, su linee e incroci definiti a partire dal neutro), come contenitore privilegiato per sperimentare e approcciare tutte le tecniche e le componenti della scena: monologo, dialogo, spazio, lavoro corale, scrittura, la ricerca delle nuove creature che chiamiamo personaggi.

Danza e movimento – Barbara Toma

In 7 anni di esperienza come insegnante, stabile, per gli studenti attori di AMA, ho incontrato gruppi di studenti molto diversi tra loro e anche lavorato in luoghi e condizioni differenti. Ho così avuto modo di sperimentare diversi approcci all’insegnamento della danza in questo specifico contesto e di farmi un ‘idea di ciò di cui i nostri studenti avrebbero bisogno nella loro formazione e di ciò che io sono in grado di fornire loro.

Nelle mie lezioni alterno proposte tecniche atte a migliorare la condizione fisica , le abilità cinetiche e la consapevolezza corporea degli studenti a proposte basate sulla mia esperienza in scena e volte ad aiutare gli studenti a diventare esseri scenici più consapevoli. Capaci quindi di scavare nell’intimo per dare profondità alle loro azioni, capaci di attingere alla loro creatività e usarla a loro piacimento. Perché sono convinta che solo partendo dal corpo sia possibile imparare
la differenza tra imitare ed essere.

  1. Il training tecnico: basato sulle tecniche di danza contemporanea in cui sono laureata: release e floorwork
  2. Il training di improvvisazione e composizione: fondamentale per sperimentare e scoprire la propria fisicità e creatività nel movimento e imparare ad usare le nozioni apprese a lezione per dare corpo ai personaggi e forza al proprio essere scenico e anche saper creare delle partiture fisiche.

Faccio spazio anche a momenti di teoria in modo da dar loro la possibilità di contestualizzare ciò che fanno o che vedono e avere delle ‘coordinate di orientamento’ importanti per capire cosa vogliono fare e cosa non vogliono fare in scena.

Lettura e interpretazione di testi – Marco Falcomatà

FOCUS SU PINTER Esplorare il rapporto tra personaggi pinteriani. Il fine laboratoriale sarà quello di affrontare il più grande autore del 900 e di conseguenza i suoi personaggi, attraverso il rispetto profondo dell’interiorità di ognuno di noi, entrando in quel territorio di apparente disorientamento, di varietà, grandezza, profondità che è lo stile Pinteriano, tentando di scoprire l’arte della sua parola teatrale. Altro aspetto fondamentale nella ricerca dei rapporti e dei personaggi è rappresentato dal silenzio, altra condizione molto presente nelle sue commedie. Silenzio che a mio modo di vedere esprime un’immagine chiara, profonda, sensibile che i personaggi devono custodire gelosamente. “è nel silenzio che, per me, i personaggi acquistano una maggiore presenza.” H.P. Una full immersion in cui tenteremo di avvicinarci con cautela all’interno del magico mondo Pinteriano.

I partecipanti lavoreranno su alcune scene, selezionate dal docente, tratte dai seguenti testi di Harold Pinter: L’amanteVecchi tempiTradimentiIl compleannoIl custode.

I testi delle scene saranno inviati agli iscritti nei giorni precedenti alla masterclass.

Canto – Silvia Lodi

Scoprire la voce come estensione del proprio corpo, della propria anima. Emozionarsi coi suoni scoprendoli e ricercandoli nelle molteplici gradazioni di colore possibili. Tutto parte dal silenzio, dalla capacità dell’ascolto come possibilità di creare un incontro con gli altri. Il canto è una comunicazione armoniosa. Si parte da un lavoro fisico di base costruito attorno a semplici esercizi di respirazione, emissione, ritmo e armonia, per arrivare ad un lavoro individuale e di gruppo su intenzioni ed espressività attraverso semplici canti della tradizione popolare, italiani e internazionali e a piccoli testi poetici di autori contemporanei.

Creazione Scenica – Lorenzo Paladini

Creazione scenica vuol dire generare un’azione. E’ la massima espressione dell’attore-autore che compie delle scelte per dar vita al qui e ora. Attraverso l’improvvisazione, l’interprete utilizza il testo come pre-testo per mettere insieme gli elementi scenici modificando la prospettiva, regalando un diverso punto di vista allo spettatore. Il percorso creato sarà sempre nuovo e diverso, e sarà inoltre necessario utilizzare tutti gli strumenti umani, recitativi e tecnici per poter realizzare una nuova visione che sappia essere efficace.
L’artificio scenico dell’attore è il mezzo più potente per creare e condividere. Il creatore prima dell’interprete. Essere autori di se stessi.
Il cuore pulsante di ogni atto performativo è il cuore stesso, inteso come sentimento vivo e vibrante. La ricerca dentro se stessi di un sentimento autentico, incanalato in un’immagine performativa vivida e precisa, sarà il punto focale del lavoro svolto insieme.
Creare è un allenamento costante, un’educazione all’ascolto di se stessi, degli altri, di ciò che accade nell’atto performativo in ogni suo aspetto. Come attori e come attrici è fondamentale sapersi escludere per fare ciò che è necessario alla scena.

La classe sarà composta da minimo 10 e massimo 15 iscritti di età compresa tra 15 e 30 anni. Sono ammessi solo due allievi di età superiore ai 30 anni

La selezione per l’ammissione al corso avverrà tramite colloquio e valutazione di una lettera motivazionale da inviare a info@accademiaama.it  entro le ore 20.00 di sabato 15 ottobre 2023.

Il parere della commissione valutatrice sarà insindacabile e l’ammissibilità verrà comunicata sul sito : www.accademiaama.it

La quota di iscrizione annuale è di 30 €.

Per un totale di 200 ore, il costo della retta annuale per la frequenza è di:

  • € 400 se il pagamento viene effettuato in una unica soluzione prima dell’avvio del corso
  • € 500 se il pagamento viene effettuato in due rate (prima rata entro il 24 ottobre 2022, seconda rata entro il 31 gennaio 2023).

I pagamenti dovranno avvenire tramite bonifico intestato a Accademia Mediterranea dell’Attore, IBAN: IT65L0306909606100000163796

Agevolazioni Previste:

  • Possibilità di pagare tramite il bonus Cultura 18 app; 
  • Riduzione del 30% sulla retta annuale per gli studenti iscritti al DAMS, Conservatorio o Accademia di Belle Arti di Lecce;
  • Previste due borse di studio per gli studenti iscritti al DAMS non cumulabili con la retta del 30%. Le borse di studio vengono assegnate a seguito di valutazione del profitto e della frequenza regolare degli allievi.

PROGRAMMI, DOCENTI e ALLIEVI

Paola Martelli si  laurea con lode in Filosofia teoretica  all’Università di Bari e consegue a Roma il diploma dello “Studio Fersen di Arti Sceniche”. Studia canto lirico con Lydia Stix Agosti, già docente dell’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico e nella Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Si perfeziona partecipando ai “Corsi Internazionali di Interpretazione Musicale” del Conservatorio “Francesco Morlacchi” di Perugia. Frequenta lo stage “Tecniche di Recitazione teatrale e cinematografica” a cura del prof. Claudio Vicentini (Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Napoli).Opera sul piano della formazione con particolare riguardo alla vocalità artistica e professionale. Tiene corsi di Dizione, Recitazione teatrale e cinematografica, e di Propedeutica alla pratica del Doppiaggio. Insegna la Stenografia scenica con l’avallo della “Fondazione Fersen” di Roma. E’ docente di Dizione all’interno del “Master in Giornalismo” (Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Bari e Ordine dei Giornalisti Nazionale e Regionale). Per l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti-Centro Regionale dell’Audiolibro tiene corsi di Lettura espressiva  per i  donatori di voce impegnati nelle registrazioni. Ha tenuto il Laboratorio di Stenografia scenica per gli allievi del DAMS di Roma nell’ambito del Convegno internazionale di Studi “La Ricerca e la Formazione nel Teatro e Oltre” (Link Campus University; Fondazione Fersen; Ministero della Cultura). Nell’Università di Bari ha condotto i corsi La messinscena della voce (Metodologie e pratica teatrali. Facoltà di Lettere) ed è stata docente e regista del CUT. Ha diretto, in collaborazione con Oz Film Produzioni cinematografiche, i “Corsi di Tecniche di Recitazione teatrale e cinematografica”, organizzati col patrocinio del Teatro Manzoni di Milano.  Ha affiancato  Alessandro Piva nei  corsi di formazione per l’attore, “Motore, ciak, lezione”. Negli anni Ottanta in diretta su Raidue ha condotto con Antonio Rossano il programma televisivo Il Pomeriggio, e in collegamento dalla sede Rai di Bari ha collaborato con Fabrizio Frizzi alla conduzione di Tandem. In occasione della Solenne apertura del “XXIV Congresso Eucaristico Nazionale”, ha partecipato come voce recitante all’esecuzione della Misa Tango diretta dal “Premio Oscar” Luis Bacalov (Raiuno). Ha svolto il ruolo di Dialogue Coach sul set della serie televisiva La scelta di Laura per la regia di Alessandro Piva (Mediaset). È stata protagonista del ciclo “Teatro pugliese di successo” diretto da Giandomenico Vaccari, vincitore del “Premio della Critica Radiotelevisiva” per la regia radiofonica. È sua la voce narrante nella favola Il merlo indiano, “Premio RAISAT” per il miglior promo categoria “Film d’animazione”.  Ha scritto i testi e prestato la voce al Podcast in tre puntate Around Mascagni. Il periodo pugliese e le romanze inedite  prodotto, con il Patrocinio del Comitato “Pietro Mascagni”, da Angeli Eventi e Puglia Sounds Producer-Teatro Pubblico Pugliese e ha firmato la regia della versione teatrale. Ha avviato da anni una proficua collaborazione con musicisti di chiara fama operando, alla luce degli stretti rapporti esistenti tra l’espressione musicale e la letteratura, la messinscena della musica mediante la drammatizzazione di concerti e l’allestimento di opere liriche. E’ attiva nel settore delle politiche sociali e socio-sanitarie. Tiene interventi di Etica della relazione di cura e di Medicina narrativa. Presiede l’Associazione culturale “A più voci” e ne guida la Compagnia teatrale per la quale scrive  e dirige  spettacoli.

 

Il lavoro come obiettivo L’attitudine e l’ atteggiamento per fare il viaggio L’ascolto come metodo Le domande come ossessione La ripetizione consapevole delle pratiche come allenamento Lo scrivere come memoria del senso e del percorso L’attore e la storia come unico strumento Unicità della propria macchina attoriale Lo sguardo su quello che mi circonda come serbatoio L’unicità di ogni percorso di formazione legato alla guida La comunità come obiettivo
Sulla scorta di progetti di teatro collaudati e orientati in questi anni a ricreare una relazione sentimentale, privilegiata e necessaria con il pubblico e il nuovo pubblico, il pubblico che bisogna ri-conquistare, vorrei sviluppare un lavoro che, oltre alla pratica attoriale, si concentri anche, al fine di rendere questa pratica ancora più consapevole, sull’azione legata all’ambiente circostante: il pubblico, il quartiere, la città, l’educazione, il contatto, la relazione. Per educare nuovo pubblico per il teatro e per la vita di tutti i giorni.

Il mio lavoro parte, prima che dalla tecnica, che ha a che fare con tempi molto più elaborati e personali, da un lavoro sulla consapevolezza del dire e dell’agire e sulla scoperta delle specificità di ogni attore. Il lavoro è a tutto tondo e non ha delle materie suddivise e schematicamente scritte, ma si rifà a una mia esperienza diretta in questo lavoro.

In un’esperienza di formazione non ci sono delle “materie” da studiare, ma delle pratiche da scoprire e teorizzare. Pratiche che essenzialmente sono legate al “maestro” che le condivide.

Ogni esperienza è unica.

Si parte dalla riappropriazione delle proprie facoltà umane: dire, fare, sentire. Si parte alla ri-scoperta del proprio strumento di lavoro che è il corpo e si attraversano le pratiche per riusarlo nella dinamica della rappresentazione. Costruito il corpo attraverso pratiche ed esercizi per allenarlo, si ri-trova la voce di questa macchina attoriale. Nulla che non si sappia già fare. Bisogna solo imparare a smontare l’automatismo e usare tutte le nostre possibilità espressive con coscienza. Scoprire la propria “cifra” comunicativa è essenziale per non ridurre il lavoro a una mera accumulazione di tecnica che rende l’attore senza “carattere”.

Per raggiungere questi obiettivi e orientarci in questo primo percorso base di approccio alla recitazione teatrale, useremo, in maniera molto approfondita, tutte le tecniche dell’improvvisazione, usando l’esercizio del “Rotazi” (lavoro in uno spazio definito, su linee e incroci definiti a partire dal neutro), come contenitore privilegiato per sperimentare e approcciare tutte le tecniche e le componenti della scena: monologo, dialogo, spazio, lavoro corale, scrittura, la ricerca delle nuove creature che chiamiamo personaggi.

In 7 anni di esperienza come insegnante, stabile, per gli studenti attori di AMA, ho incontrato gruppi di studenti molto diversi tra loro e anche lavorato in luoghi e condizioni differenti. Ho così avuto modo di sperimentare diversi approcci all’insegnamento della danza in questo specifico contesto e di farmi un ‘idea di ciò di cui i nostri studenti avrebbero bisogno nella loro formazione e di ciò che io sono in grado di fornire loro.

Nelle mie lezioni alterno proposte tecniche atte a migliorare la condizione fisica , le abilità cinetiche e la consapevolezza corporea degli studenti a proposte basate sulla mia esperienza in scena e volte ad aiutare gli studenti a diventare esseri scenici più consapevoli. Capaci quindi di scavare nell’intimo per dare profondità alle loro azioni, capaci di attingere alla loro creatività e usarla a loro piacimento. Perché sono convinta che solo partendo dal corpo sia possibile imparare
la differenza tra imitare ed essere.

  1. Il training tecnico: basato sulle tecniche di danza contemporanea in cui sono laureata: release e floorwork
  2. Il training di improvvisazione e composizione: fondamentale per sperimentare e scoprire la propria fisicità e creatività nel movimento e imparare ad usare le nozioni apprese a lezione per dare corpo ai personaggi e forza al proprio essere scenico e anche saper creare delle partiture fisiche.

Faccio spazio anche a momenti di teoria in modo da dar loro la possibilità di contestualizzare ciò che fanno o che vedono e avere delle ‘coordinate di orientamento’ importanti per capire cosa vogliono fare e cosa non vogliono fare in scena.

FOCUS SU PINTER Esplorare il rapporto tra personaggi pinteriani. Il fine laboratoriale sarà quello di affrontare il più grande autore del 900 e di conseguenza i suoi personaggi, attraverso il rispetto profondo dell’interiorità di ognuno di noi, entrando in quel territorio di apparente disorientamento, di varietà, grandezza, profondità che è lo stile Pinteriano, tentando di scoprire l’arte della sua parola teatrale. Altro aspetto fondamentale nella ricerca dei rapporti e dei personaggi è rappresentato dal silenzio, altra condizione molto presente nelle sue commedie. Silenzio che a mio modo di vedere esprime un’immagine chiara, profonda, sensibile che i personaggi devono custodire gelosamente. “è nel silenzio che, per me, i personaggi acquistano una maggiore presenza.” H.P. Una full immersion in cui tenteremo di avvicinarci con cautela all’interno del magico mondo Pinteriano.

I partecipanti lavoreranno su alcune scene, selezionate dal docente, tratte dai seguenti testi di Harold Pinter: L’amanteVecchi tempiTradimentiIl compleannoIl custode.

I testi delle scene saranno inviati agli iscritti nei giorni precedenti alla masterclass.

Scoprire la voce come estensione del proprio corpo, della propria anima. Emozionarsi coi suoni scoprendoli e ricercandoli nelle molteplici gradazioni di colore possibili. Tutto parte dal silenzio, dalla capacità dell’ascolto come possibilità di creare un incontro con gli altri. Il canto è una comunicazione armoniosa. Si parte da un lavoro fisico di base costruito attorno a semplici esercizi di respirazione, emissione, ritmo e armonia, per arrivare ad un lavoro individuale e di gruppo su intenzioni ed espressività attraverso semplici canti della tradizione popolare, italiani e internazionali e a piccoli testi poetici di autori contemporanei.

Lorenzo Paladini (classe ’93) ha studiato recitazione nella scuola del Teatro Tangram di Torino e con AMA – Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce. Ha studiato doppiaggio negli studi O.d.s. di Torino. Gli spettacoli più significativi sono: “La bambina e il sognatore” di Dacia Maraini, regia di Ivana Ferri; “Orlando. Le primavere” di Virgina Woolf, regia di Silvia Battaglio e vincitore del premio CROSS international Performance Award | Premio città di Verbania 2017. Si trasferisce a Lecce per lavorare stabilmente con AMA – Accademia Mediterranea dell’attore come attore, operatore, docente. Ha condotto laboratori teatrali di vario genere per adulti e adolescenti (uso della voce, recitazione, scrittura creativa). È autore e attore dello spettacolo ANDREA | prima mia parola, lavoro incentrato sul delicato tema dell’autismo, vincitore del premio come miglior spettacolo all’interno del POLLINEfest di Latina. Nel 2022 ha lavorato come organizzatore e attore per il ciclo di incontri “L’ora del tè, residenze creative di degustazione e manipolazione dei libri”, progetto di avvicinamento alla lettura di libri rivolto ai residenti del quartiere 167 di Lecce. Cura l’organizzazione e la didattica di un corso biennale di teatro (2021/2023) con i detenuti della Casa Circondariale di Lecce e conduce il corso su dizione e tecniche vocali “Alza la voce!” rivolto ad adulti e ad adolescenti tra i 13 e i 19 anni.

PROGRAMMI, DOCENTI e ALLIEVI

Il corso di dizione comprende anche il percorso di consapevolezza vocale, poiché le due discipline sono inscindibili e necessitano della conoscenza assoluta della respirazione intercostale diaframmatica. Il programma prevede l’apprendimento delle regole fonetiche, fisiologia dell’apparato vocale e respiratorio. E ovvie esercitazioni. Il lavoro che si svolgerà sarà collettivo di supporto a quello individuale, poiché ogni essere parlante è unico e richiede quindi, uno studio e una tecnica preposti a migliorare l’arte della parola di ognuno.

Il lavoro come obiettivo L’attitudine e l’ atteggiamento per fare il viaggio L’ascolto come metodo Le domande come ossessione La ripetizione consapevole delle pratiche come allenamento Lo scrivere come memoria del senso e del percorso L’attore e la storia come unico strumento Unicità della propria macchina attoriale Lo sguardo su quello che mi circonda come serbatoio L’unicità di ogni percorso di formazione legato alla guida La comunità come obiettivo
Sulla scorta di progetti di teatro collaudati e orientati in questi anni a ricreare una relazione sentimentale, privilegiata e necessaria con il pubblico e il nuovo pubblico, il pubblico che bisogna ri-conquistare, vorrei sviluppare un lavoro che, oltre alla pratica attoriale, si concentri anche, al fine di rendere questa pratica ancora più consapevole, sull’azione legata all’ambiente circostante: il pubblico, il quartiere, la città, l’educazione, il contatto, la relazione. Per educare nuovo pubblico per il teatro e per la vita di tutti i giorni.

Il mio lavoro parte, prima che dalla tecnica, che ha a che fare con tempi molto più elaborati e personali, da un lavoro sulla consapevolezza del dire e dell’agire e sulla scoperta delle specificità di ogni attore. Il lavoro è a tutto tondo e non ha delle materie suddivise e schematicamente scritte, ma si rifà a una mia esperienza diretta in questo lavoro.

In un’esperienza di formazione non ci sono delle “materie” da studiare, ma delle pratiche da scoprire e teorizzare. Pratiche che essenzialmente sono legate al “maestro” che le condivide.

Ogni esperienza è unica.

Si parte dalla riappropriazione delle proprie facoltà umane: dire, fare, sentire. Si parte alla ri-scoperta del proprio strumento di lavoro che è il corpo e si attraversano le pratiche per riusarlo nella dinamica della rappresentazione. Costruito il corpo attraverso pratiche ed esercizi per allenarlo, si ri-trova la voce di questa macchina attoriale. Nulla che non si sappia già fare. Bisogna solo imparare a smontare l’automatismo e usare tutte le nostre possibilità espressive con coscienza. Scoprire la propria “cifra” comunicativa è essenziale per non ridurre il lavoro a una mera accumulazione di tecnica che rende l’attore senza “carattere”.

Per raggiungere questi obiettivi e orientarci in questo primo percorso base di approccio alla recitazione teatrale, useremo, in maniera molto approfondita, tutte le tecniche dell’improvvisazione, usando l’esercizio del “Rotazi” (lavoro in uno spazio definito, su linee e incroci definiti a partire dal neutro), come contenitore privilegiato per sperimentare e approcciare tutte le tecniche e le componenti della scena: monologo, dialogo, spazio, lavoro corale, scrittura, la ricerca delle nuove creature che chiamiamo personaggi.

In 7 anni di esperienza come insegnante, stabile, per gli studenti attori di AMA, ho incontrato gruppi di studenti molto diversi tra loro e anche lavorato in luoghi e condizioni differenti. Ho così avuto modo di sperimentare diversi approcci all’insegnamento della danza in questo specifico contesto e di farmi un ‘idea di ciò di cui i nostri studenti avrebbero bisogno nella loro formazione e di ciò che io sono in grado di fornire loro.

Nelle mie lezioni alterno proposte tecniche atte a migliorare la condizione fisica , le abilità cinetiche e la consapevolezza corporea degli studenti a proposte basate sulla mia esperienza in scena e volte ad aiutare gli studenti a diventare esseri scenici più consapevoli. Capaci quindi di scavare nell’intimo per dare profondità alle loro azioni, capaci di attingere alla loro creatività e usarla a loro piacimento. Perché sono convinta che solo partendo dal corpo sia possibile imparare
la differenza tra imitare ed essere.

  1. Il training tecnico: basato sulle tecniche di danza contemporanea in cui sono laureata: release e floorwork
  2. Il training di improvvisazione e composizione: fondamentale per sperimentare e scoprire la propria fisicità e creatività nel movimento e imparare ad usare le nozioni apprese a lezione per dare corpo ai personaggi e forza al proprio essere scenico e anche saper creare delle partiture fisiche.

Faccio spazio anche a momenti di teoria in modo da dar loro la possibilità di contestualizzare ciò che fanno o che vedono e avere delle ‘coordinate di orientamento’ importanti per capire cosa vogliono fare e cosa non vogliono fare in scena.

FOCUS SU PINTER Esplorare il rapporto tra personaggi pinteriani. Il fine laboratoriale sarà quello di affrontare il più grande autore del 900 e di conseguenza i suoi personaggi, attraverso il rispetto profondo dell’interiorità di ognuno di noi, entrando in quel territorio di apparente disorientamento, di varietà, grandezza, profondità che è lo stile Pinteriano, tentando di scoprire l’arte della sua parola teatrale. Altro aspetto fondamentale nella ricerca dei rapporti e dei personaggi è rappresentato dal silenzio, altra condizione molto presente nelle sue commedie. Silenzio che a mio modo di vedere esprime un’immagine chiara, profonda, sensibile che i personaggi devono custodire gelosamente. “è nel silenzio che, per me, i personaggi acquistano una maggiore presenza.” H.P. Una full immersion in cui tenteremo di avvicinarci con cautela all’interno del magico mondo Pinteriano.

I partecipanti lavoreranno su alcune scene, selezionate dal docente, tratte dai seguenti testi di Harold Pinter: L’amanteVecchi tempiTradimentiIl compleannoIl custode.

I testi delle scene saranno inviati agli iscritti nei giorni precedenti alla masterclass.

Scoprire la voce come estensione del proprio corpo, della propria anima. Emozionarsi coi suoni scoprendoli e ricercandoli nelle molteplici gradazioni di colore possibili. Tutto parte dal silenzio, dalla capacità dell’ascolto come possibilità di creare un incontro con gli altri. Il canto è una comunicazione armoniosa. Si parte da un lavoro fisico di base costruito attorno a semplici esercizi di respirazione, emissione, ritmo e armonia, per arrivare ad un lavoro individuale e di gruppo su intenzioni ed espressività attraverso semplici canti della tradizione popolare, italiani e internazionali e a piccoli testi poetici di autori contemporanei.