“Da Preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Scienze Politiche e Sociali, avendo potuto visionare il progetto formativo di A.M.A., non posso che esprimere il mio plauso per l’iniziativa assunta volta a qualificare l’attore, facendone un professionista dalle solide competenze. L’idea di collocare a Lecce la Scuola, che guarda al Mediterraneo, mi sembra un’ottima idea. Soprattutto in questo frangente storico, in cui le difficoltà che propria quest’area geografica sta manifestando, a seguito dei conflitti che la interessano, destabilizzando il quadro politico e sociale, è indispensabile moltiplicare le occasioni di dialogo e di collaborazione. La intelligenza di Franco Ungaro, unita alla sua profonda conoscenza del teatro non può che essere beneagurante relativamente agli esiti della Scuola. Da studioso che da prospettive educative e sociali guarda al teatro (a concretizzazione del mio impegno di ricerca ho dato luogo alla Summer School di Arti Performative e Community Care, la cui quarta edizione si è appena conclusa), sono certo che l’iniziativa di A.M.A. possa costituire un riferimento importante per tutti coloro che nel territorio studiano e praticano il teatro, da diverse prospettive culturali e con diverse intenzioni: dinamizza l’ambiente e lo stimola a migliorarsi. Quindi, in moto le macchine… Un caro saluto a tutti coloro che a questa impresa credono e collaborano.”

Salvatore Colazzo  – Preside di Facoltà – Università del Salento

 


 

“Sono felicissima di apprendere della nascita di questo nuovo, e necessario, progetto di formazione qui a Lecce!  Ho sempre considerato la formazione (degli attori/danzatori ma anche del pubblico) fondamentale per una sana crescita della cultura, punto cruciale del mio lavoro in Italia negli ultimi 15 anni…La direzione di un professionista come Franco Ungaro potrà assicurare agli studenti un piano di studi ricco e di alta qualità, con la sua lunga esperienza e le sue conoscenze potrebbe dar loro la possibilità di incontrare davvero tanti diversi professionisti del settore… Auguro quindi a questo nuovo progetto di formazione di avere tutto il supporto che merita e di poter crescere nelle migliori condizioni. In bocca al lupo!”

Barbara Toma  – Animale da palco, Coreografa, Direttora Artistica

 


 

“Ritengo che l’operazione del trasferimento delle competenze ad opera di chi abbia la credibilità ed esperienza di Franco sia un qualcosa di positivo ed utile per  tutto il panorama culturale della nostra regione. Avviare un percorso formativo di tale portata nei tempi designati dal programma e con questa varietà, significa per il fruitore ritrovare forza e leggerezza, spessore ed duttilità, consapevole benessere, quello che spesso manca in una persona per diventare attore – attivo non solo sul palcoscenico ma in questa società. Vai Franco! ”

Gianni De Blasi  – Regista

 


“Carissimo Franco, sono molto felice di questa tua iniziativa, anzitutto come cittadino. Sono convinto che una simile esperienza sarà foriera di novità ed esperienze di grande respiro, anzitutto per la multidisciplinarietà dei metodi e quindi dei risultati previsti. Perciò accetto con molto piacere il tuo invito, anzi ti ringrazio per aver pensato a me. A presto.”

Lorenzo Madaro  – Curatore d’arte contemporanea e Giornalista

 


 

L’occhio attore

Come potrei essere utile in questo progetto?

Nei miei lavori non utilizzo attori professionisti anzi, da sempre cerco di stare alla larga dall’interpretazione e dalla finzione, godendo dello spiare visi e corpi ‘ridotti’ ad oggetti carichi della stessa dignità di un muro, un albero, o di una vecchia architettura – questo azzeramento gerarchico, a favore dell’assoluta democrazia del visto, è sfacciatamente rubato da Piero Della Francesca.

Non si tratta d’annullamento della figura attoriale ma di un definitivo rispetto per il corpo umano, simile in tutto e per tutto a ciò che lo circonda e quindi impossibilitato all’interpretazione.

In questo fare, “attore” è ciò che scivola nell’occhio (bagnato) osservante, o meglio, è l’occhio stesso che ripudiando il suo stato di solo spettatore, diventa (attore) protagonista perché dannato all’estenuante ed immutabile visione soggettiva: è lui il tiranno delle azioni e delle coreografie in cui perdersi, è lui ad aver perduto ogni fede e speranza nell’osservare, è lui ad urlarci che è ora di penetrare la materia per palparne la marcia o viva consistenza – dalle dita di San Tommaso al bulbo oculare di Bataille, è sempre la stessa geografia.

Carlo Michele Schirinzi  – Filmaker

 


 

“La Paolo Grassi è stata per me molto più che una scuola. Un luogo meraviglioso dove coltivare sogni e accendere visioni. Nell’augurarvi buon lavoro,spero che questo sia per te, per voi e per i futuri allievi un mare meraviglioso da navigare.”

Fabio Chiriatti  – Drammaturgo

 


 

“Gentile dott. Ungaro, a nome mio personale e per conto dell’Istituzione scolastica che rappresento e guido, rivolgo a lei e ai suoi collaboratori i più vivi complimenti e i migliori auspici per la nuova iniziativa culturale e formativa che lancerà e presenterà al territorio nei prossimi giorni.

La sua trentennale esperienza nei Cantieri teatrali è una garanzia per le giovani generazioni che si sentono attratte dal meraviglioso mondo del teatro. Auguro a lei e alla nascitura “Accademia Mediterranea dell’Attore” ciò che lei di recente scriveva a proposito della sua storia di operatore culturale nel Salento e cioè di poter mettere insieme in questa nuova avventura “la  bellezza, il  cambiamento, il  vivere e lavorare, il dar voce ai giovani”. La nascita dell’Accademia, sia nel nome che nell’acronimo, suggerisce gli obiettivi: il grande amore per il palcoscenico ma soprattutto una grande attenzione alla formazione della persona che proverà a calcarlo.

Il Liceo Artistico di Lecce ormai da molto tempo, accanto alle ordinarie attività didattiche che da qualche anno si sono arricchite della sezione “Audiovisivo e multimedia” e “Scenografia”, ritaglia uno spazio privilegiato per il laboratorio teatrale e sta progettando l’istituzione della formazione coreutica. Gli allievi che sentono di avere questo speciale talento, con il sostegno e la guida di validi e appassionati docenti, si impegnano nella realizzazione di uno spettacolo che presentiamo alle famiglie e all’intera comunità scolastica nel saggio finale che si svolge nel mese di giugno. Non mancano ai nostri alunni le frequenti partecipazioni da spettatori a ciò che la città propone di volta in volta nei teatri locali o attività di stage presso cantieri teatrali.

In prospettiva, sarei ben lieta di poter attivare una proficua collaborazione tra il nostro Liceo e la nuova Accademia, nella certezza che il servizio reso ai nostri giovani sia un investimento sicuro per un territorio a grande vocazione artistica e culturale.”

Tiziana Rucco – Dirigente Liceo Artistico di Lecce

 


 

“Caro Franco,
ti ringrazio e seguirò con interesse il tuo nuovo progetto.
Io ed Oistros siamo a disposizione per qualsiasi supporto e collaborazione.
Se mi chiedi di pensare ad un aneddoto o ad un personaggio che mi hanno profondamente segnato non posso che pensare a mio padre Gino Santoro.
Il teatro l’ho vissuto per tutta la vita grazie a lui, docente di Storia del Teatro a Lecce, che mi scarrozzava da un teatro all’altro. Avrò visto e commentato centinaia di spettacoli con lui. Da Carmelo Bene ad Eugenio Barba, da Paolini a Dario Fo, Franca Rame e Battiato, Taviani, Giovanna Marini, Giuliano Scabbia, Carlo Quartucci e Carla Tatò e… l’elenco sarebbe lunghissimo. Ho avuto il privilegio di conoscere molti incredibili autori, attori, professionisti e teatranti.
Oggi che papà non c’è più posso solo raccontare che ho frequentato molti teatri per arrivare a capire che il teatro che più mi ha cambiato è stato quello che ho incontrato fuori dai teatri.
Grazie a mio padre ho scoperto la poesia degli attori disabili di Antonio Viganò ed Enzo Toma, ho scoperto la necessità del teatro in carcere e nei centri di accoglienza, nei centri di cura e tra i disabili, ultimi tra gli ultimi.
Sulla scultura che sorgerà sulla tomba di mio padre, che sta realizzando l’artista scultore Andrea Buttazzo, c’è un teatro molto particolare, che si riempie d’acqua. La figura di Gino è ritratta seduta sul bordo di questo teatro, mentre guarda fuori: oltre il teatro. Auguro al tuo progetto di essere là fuori. Oltre i limiti del teatro.”

 

Alessandro Santoro – Docente


“Franco sei una di quelle persone che mi ha sempre riportata a casa, con la forza di chi usa i gesti e le parole in sottrazione senza sostanze inutili.”

Annamaria De Filippi  – Danzatrice Coreografa


 

“Arrivare all’attore totale” rievoca il progetto di Wagner della “Gesamtkunstwerk”, l’idea di un’arte totale, universale, sintesi risonante delle forme d’espressione attive nell’Ottocento. Praticamente le stesse di oggi, tranne una, impossibile da prevedere allora: il computer elettronico. 
Il computer incorpora nel modello di funzionamento l’universalità del codice binario, fondamento per la digitalizzazione di tutte le espressioni umane e strumento “cibernetico” per la creazione di nuove forme di interazione tra gli umani e le macchine e tra gli umani e gli umani. 
Per l’attore postmoderno abitare la scena significa sperimentare forme di relazione con la rappresentazione espansa dalla dimensione digitale. Una dimensione che è in un processo di “rimediazione” costante tra la capacità di reinventarsi, nel presente, da parte delle vecchie tecnologie e la necessità delle nuove di proiettare l’adesso nel futuro. In questo processo la geografia gioca un ruolo centrale perché i tempi di proiezione sono diversi in ogni regione del mondo.
Per queste ragioni intendo portare la dimensione digitale nel percorso di ricerca “dell’attore totale”. 
Forse, scopriremo che “l’attore totale” non può esistere nell’entusiasmo del singolo ma nella complessità del gruppo.

 

Antonio Rollo – Docente Accademia di Belle Arti, Bari

“Investire sulla formazione dell’attore. In questo caso, anzi, rilanciare ponendo le basi per la costruzione di una figura complessa quanto delicata. Questa la nuova sfida di Franco Ungaro e dei suori collaboratori.Un percorso formativo e pedagogico atto a comprendere la  domanda sempre presente di perfezionamento in un campo come quello teatrale e performativo che necessità di un costante pensiero e interrogazione”.

 

Serena Stifani – Attrice


 

È necessario un luogo che sia sponda del grande vivaio ormai attivo nel Salento sul fronte teatrale e dello spettacolo. Un luogo di sintesi e di confrondo in grado di rafforzare l'”ambiente” spesso svilito e mortificato da gelosie e pretese di unicità tante volte lamentate e mai risolte. Il teatro che ho imparato ad amare in tanti anni di militanza consumata su più fronti è quello degli attori con le loro fragilità leva e forza del loro stare in scena. Accademia Mediterranea dell’Attore è una bellissima sigla dà speranza e gioia… il mare, il mare del teatro… e paura anche se teatro-carne è la vita, la vita di chi oggi fugge dall’orrore… Un’Accademia della consapevolezza…

Mauro Marino – Fondo Verri


Caro Franco

AMA è un atto di amore per il Salento e per la Puglia. Ho cominciato a studiare teatro a 24 anni, grazie ad una insegnante, allieva di Carmelo Bene, a Bologna. Una donna che mi ha profondamente cambiato, preparandomi alle scuole professionali di recitazione di Milano, Genova, Roma. Non entrai in nessuna di queste, non ero pronta, non avevo ancora capito quale fosse la mia strada. Proprio per la scuola del Piccolo Teatro di Milano preparai il mio primo studio coreutico e teatrale sul Tarantismo, ma ero acerba e ancora scioccata dal cambio radicale nella mia vita, dalla chimica al teatro. Fino alla maturità non ho mai avuto la possibilità di studiare, incrociare alcuna forma di teatro, sia per la distanza incolmabile del paese dove sono nata dalle città dove frequentare un teatro, sia per la mancanza di laboratori teatrali a scuola e nel territorio. Non è mai troppo tardi per cominciare, di sicuro però crescere in un ambiente vivo che solleciti la curiosità e l’interesse di tutta la comunità, aiuta a vivere meglio!

Grazie Franco, AMA ci AMA

Maristella Martella – Tarantarte


DICONO DI NOIgli allievi del I anno

Far parte di AMA mi ha dato l’occasione di vivere l’esperienza a cui ambivo da sempre. In tempi in cui circolano troppe facili certezze, AMA ha rappresentato, di contro, la dimensione giusta dove scoprire e riscoprirsi, dove mettersi in gioco e in discussione, dove arricchirsi e migliorare. In AMA ho condiviso passioni ed entusiasmo, ho trasmesso e ricevuto energia positiva, superato paure, affrontato difficoltà, sacrificio, e, a volte, durissimo lavoro. In AMA tutto nasce e prende rigorosamente forma. Ed io me ne sono appropriata.
Maria Rosaria Debenedictis

Mi sento fortunata. È stato un anno di sogni che iniziano a perdere la patina di irrealtà, per trasformarsi in progetti tangibili. Io sarò un’allieva del secondo anno di AMA, pronta ad ogni iniziativa che mi venga proposta, e pronta a lavorare seriamente.
Gabriella Margiotta

 

É stato un anno molto intenso. Un anno in cui alcune idee, sono divenute certezze.
Antonella Sabetta

 

Ho visto maturare il gruppo ed ognuno di noi, uniti dallo stesso obiettivo. Passione,  impegno, ascolto e attenzione ai dettagli. Un respiro comune che ci ha accompagnati fin sulla scena. È stato magico poi, vivere  le repliche in 3 giorni consecutivi e riuscire a gestire sempre meglio energie,  dinamiche, relazioni, tutto con grande generosità! ..grazie Tonio, Franco ed ognuno di noi!
Elisa Murrone

 

Dopo tanti anni di teatro amatoriale in leccese, ora provo sul palco sensazioni nuove. È cresciuto in me l’ascolto degli altri (pubblico ed attori ), uso consapevolmente il mio corpo, la parola e lo spazio,  rispettando quello degli altri. Riesco attraverso il training ad ottenere emozioni vere. Il teatro è” finzione vera”.
Paolo Stanca
AMA. La possibilità di accrescere il proprio background artistico lavorando con i migliori professionisti del territorio e non solo.
Simone Maci

È stato un anno meraviglioso dove ho conosciuto persone bellissime che mi hanno permesso di sentirmi parte integrante di questa AMAbile famiglia. Ho imparato molto da ognuno di loro e in molti casi …sono stato anche qualcuno di loro…

Dario De Mitry

Pur essendo sostanzialmente ancora giovane, stavo attraversando un momento della mia vita in cui avevo un gran bisogno di qualcosa che mi facesse stare bene e l’Accademia AMA è capitata proprio al momento giusto. A dispetto di quello che potrebbe suggerire la parola “accademia”, tuttavia, non ho trovato affatto un ambiente austero, anzi: la competenza ha convissuto tranquillamente e funzionalmente con lo scambio di opinioni.

Matteo Padula

Polvere di scarpe…sudore dell’anima…siamo qui uniti in un sogno…una famiglia che si conosce…si riconosce…negli angoli bui di un palcoscenico…ecco cosa siamo stati in quest’anno accademico ad AMA….

Isabella Careccia