Paola Martelli condurrà la lezione aperta che si terrà giovedì 12 marzo alle ore 19.00, presso la Sala Arte del Convitto Palmieri a Lecce.

Seguirà una brillantissima farsa!

Agli inizi del secolo scorso avremmo potuto assistere a un dramma di Ibsen o di Strindberg e, subito dopo, nella tradizione del teatro commerciale dell’epoca, a una farsa di Achille Campanile. Un accostamento all’apparenza stridente ma giustificato da precedenti illustri.Un’antica consuetudine teatrale, infatti, ha visto contrapporsi Tragedia e Commedia sulla medesima scena, a partire dalla trilogia greca che, alla rappresentazione del mito tragico, faceva seguire un dramma satiresco,fino a Shakespeare e oltre. “È con lui che pagliacci, intermezzi comici, acrobazie affermano i loro diritti sulla scena tragica” dice George Steiner a proposito del Bardo.

Il momento comico, dunque, spesso è stato posto lì, a ridosso del teatro serio, a farne il controcanto, con una precisa funzione drammaturgica. È proprio nella dissonanza di quest’accostamento che l’uso comico del linguaggio si fa strumento critico. Inoculando l’assurdo nella comunicazione, quotidiana o letteraria, se ne svelano infatti i luoghi comuni, le convenzioni e i cliché. Autore da sempre relegato nel ghetto degli umoristi, Achille Campanile occupa oggi legittimamente il suo postonello scaffale degli scrittori. Grazie anche a Umberto Eco che, analizzando i meccanismi e gli effetti della sua scrittura, ne ha colto persino la portata filosofica: “Campanile ha sfiorato talora vette che la semiotica e la filosofia del linguaggio si ostinano a scalare da secoli, come quella della componente deittica e contestuale del linguaggio”. Certo, c’è di che montarsi la testa e allontanare i lettori e… gli spettatori. Nessuna paura! Per fortuna, Achille Campanile, colui che Ionesco riconobbe come maestro, non si prendeva troppo sul serio. E neanche noi…

Con spirito leggero e divertito, assecondando “l’umorismo di montaggio”praticato da questo geniale autore del ‘900, abbiamo provato a “rileggerne” l’opera. 

Le lezioni aperte di AMA sono un’occasione per scoprire da vicino il lavoro di docenti e allievi/e, aprendo al pubblico i processi e le pratiche che animano l’Accademia.

La lezione aperta al pubblico è gratuita ma con prenotazione obbligatoria al 389 4424473 oppure info@accademiaama.it.