La call per il nuovo triennio di AMA 2026-2029 è online! Leggi il bando completo su questa pagina e candidati qui.

AMA | AL VIA IL CORSO TRIENNALE PER ATTORI E ATTRICI 2026-2029

AMA – Accademia Mediterranea dell’Attore, unica scuola di teatro in Puglia riconosciuta dal Ministero ai sensi dell’art.41 del D.M. 27 luglio 2017 n. 332, dal mese di novembre 2026 darà avvio ad un nuovo corso triennale di formazione e perfezionamento per allievi attori e attrici, in collaborazione con il Polo biblio-museale e il Comune di Lecce.

Il programma del corso comprende discipline curriculari, attività laboratoriali e masterclass. Sono previste inoltre attività culturali (incontri con registi e attori/attrici, visione di spettacoli dal vivo, partecipazione a presentazioni di libri e di video-teatro, etc.). Al termine del primo e del secondo anno di studio saranno ammessi all’anno successivo solo gli allievi ritenuti idonei, a giudizio insindacabile del Direttore del Corso e del Collegio Docenti. Al termine del triennio verrà rilasciato un attestato di qualifica professionale.

Il triennio concluso negli anni 2023/2026 ha visto allievi e allieve formarsi e prendere consapevolezza delle proprie capacità sul palco, grazie a occasioni performative davanti ad un pubblico e all’offerta di esperienze utili all’inserimento lavorativo. La loro presenza e partecipazione agli eventi culturali e artistici organizzati da AMA e da altri organismi attivi sul territorio hanno rafforzato le loro competenze attoriali e consentito di entrare in contatto con il contesto produttivo territoriale ed extraterritoriale.
Inoltre, AMA opera continuativamente nel carcere di Lecce, promuovendo attività laboratoriali per i detenuti e organizzando la rassegna nazionale DENTRO, IL TEATRO aperta al pubblico esterno. D’estate organizza a Lecce e Galatina TEMPORA CONTEMPORA, festival internazionale multidisciplinare. Nell’ambito di tali attività allieve e allievi hanno la possibilità di effettuare tirocinio formativo.
Le collaborazioni proficue di AMA con enti pubblici e strutture teatrali offrono una varietà di possibilità a cui le allieve e gli allievi hanno immediato accesso, per potersi mettere alla prova e intraprendere il percorso di avviamento lavorativo già durante il terzo anno di studio.

Docenti, registi, attrici e attori incontrati durante la formazione forniranno loro contributi concreti per la creazione di un primo lavoro da cui partiranno per avviare la propria carriera.

Una completa formazione attoriale permette agli allievi e alle allieve di utilizzare con efficacia i propri strumenti quali corpo, voce e interpretazione per arrivare ad essere un attore-autore/attrice-autrice. Saranno in grado di lavorare in maniera consapevole attraverso uno studio approfondito di dizione, voce e canto, danza e movimento, lettura e interpretazione di testi, recitazione teatrale, drammaturgia ma anche storia del teatro e della danza, elementi di regia, elementi di recitazione cinematografica, incursioni nei linguaggi della performance, illuminotecnica e altro ancora.

Concluso il triennio, il saggio spettacolo con gli allievi e le allieve di AMA non sarà soltanto un lavoro che esalterà il percorso di formazione fatto fino a quel momento, ma rappresenterà il punto di inizio di una carriera attoriale nel sistema dello spettacolo (teatro, radio, cinema, etc.).

Le lezioni si terranno dal lunedì al venerdì (dalle ore 15 alle ore 20) per un totale di 850 ore per ogni annualità. La frequenza è obbligatoria. La prima annualità del corso triennale inizierà il 2 novembre 2026 e terminerà il 30 giugno 2027. Le date di inizio e fine percorso possono essere soggette a variazioni.

Le lezioni si terranno presso le seguenti sedi formative:

  • Ex Convitto Palmieri, Piazzetta Giosuè Carducci, Lecce
  • Ex Conservatorio Sant’Anna, Piazzetta Giravolte, Lecce

La prima pratica necessaria da apprendere per un allievo è la pulizia del gesto tecnico, sia esso corporeo che vocale. Cattive abitudini, pronunce errate, posture e stereotipi. Tutto ciò che fa parte di un immaginario collettivo di recitazione che tuttavia non ha efficacia su un palco. Per questo motivo dizione, movimento, allenamento del corpo, educazione alla voce saranno prioritarie durante il primo anno. Ogni anno, allieve ed allievi attraverso gli “Open AMA”, si metteranno alla prova con una performance teatrale, di cui saranno anche autori, davanti ad un pubblico. Queste serate sono occasione di crescita umana e professionale in un ambito protetto come quello accademico.

Apprese le tecniche di base, durante il secondo anno l’allievo-attore avrà una maggiore consapevolezza davanti ad un testo teatrale. Oltre al training fisico e vocale, viene affiancato lo studio e la ricerca di un personaggio, l’analisi e la interpretazione efficace di un testo. Gli allievi e le allieve potranno così capire come si affronta un testo teatrale, fino ad arrivare al montaggio e alla messinscena.

Dotato degli strumenti tecnici necessari ad una recitazione completa, immagazzinato il significato della ricerca e dello studio di un testo, per il terzo anno l’allievo/a sarà pronto a mettere in campo la propria unicità attoriale e recitativa, con il supporto anche di laboratori intensivi e masterclass con le personalità teatrali più riconosciute del panorama nazionale e internazionale. Gli allievi e le allieve saranno inoltre coinvolti nelle molteplici attività di AMA, che contribuiranno a migliorare la loro professionalità, e garantire opportunità di lavoro professionale.

Negli anni precedenti il corpo docente e’ stato composto da Abbondanza Michele, Albanese Flavio, Anaclerio Marinella, Anglisani Roberto, Antinori Sonia, Barletti Lea, Berardi Gianfranco, Braucci Maurizio, Brizzi Leonardo, Cassi Maria, Castello Roberto, Chiarello Ippolito, Cholodzinski Piotr, Cirillo Arturo, Civica Massimiliano, Cortina Luca, De Gaetano Angela, De Nitto Tonio, Deflorian Daria, Della Monica Francesca, Falcomatà Marco, Gambaro Daniela, Gonella Simona, Gribaudi Silvia, Guido Carla, Guidi Chiara, Jolevski Jorgij, Lanzarone Riccardo, Latini Roberto, Lodi Silvia, Maddamma Giorgia, Mandruzzato Maria Grazia, Manchisi Marco, Mangia Stefano, Martelli Paola, Martena Piergiorgio, McNeer Robert, Nordberg Samuli, Paci Adrian, Pagliara Enza, Paladini Lorenzo, Pasello Silvia, Perrotta Mario, Petruzzelli Roberto, Popovski Aleksandar, Prete Walter, Presicce Luigi, Proikovski Dejan, Renczyński Bogdan, Rifici Carmelo, Rizova Daria, Rychcik Radek, Saccomanno Fabrizio, Salvemini Saba, Sammarco Ennio, Santeramo Michele, Santagata Alfonso, Shinohe Kenji, Sinigaglia Serena, Spada Marina, Toma Barbara, Vacis Gabriele, Valenti Alessandro, Winspeare Edoardo.

Per il triennio 2026-2029 il corpo docente sarà composto da  Albanese Flavio, Bilosnic Matea, Baliani Marco, Braucci Maurizio, Brizzi Leonardo, Cassi Maria, De Pascalis Chiara, Chiarello Ippolito, Della Monica Francesca, Roberta Lidia De Stefano, Gambaro Daniela, Gubello Simona,  Iodice Davide, Lanzarone Riccardo,  Mandruzzato Maria Grazia,  Martelli Paola, Martena Piergiorgio, Mastronardi Mirella, Montanari Ermanna, Marino Massimo, Moschetti Miriana, Paladini Lorenzo, Petruzzelli Roberto, Prete Walter, Proikovski Dejan, Rifici Carmelo, Sammarco Ennio, Sinigaglia Serena,  Toma Barbara.

I candidati ammessi a frequentare il triennio sono ragazzi e ragazze diplomati di età compresa tra i 18 e i 30 anni interessati a intraprendere la professione attoriale. Eventuali deroghe di età saranno valutate dalla Direzione.

CALENDARIO DEI PROVINI:

  • Venerdì 17 luglio 2026 dalle 9:00 alle 13:00
  • Sabato 18 luglio 2026 dalle 9:00 alle 13:00
  • Venerdì 18 settembre 2026 dalle 9:00 alle 13:0
  • Sabato 19 settembre 2026 dalle 9:00 alle 13:00
  • Venerdì 16 ottobre 2026 dalle 9:00 alle 13:00

I provini si terranno nella Sala Arte dell’ex Convitto Palmieri alla presenza di una commissione composta da docenti e operatori AMA.

IL PROVINO CONSISTE IN:

  • Colloquio preliminare;
  • Recitazione a memoria di un monologo tratto da un testo teatrale di un autore a scelta del candidato;
  • Recitazione a memoria di una poesia di un autore italiano a scelta del candidato;
  • Canto o canzone a scelta del candidato da eseguire a cappella.

I candidati potranno effettuare eventuali prove aggiuntive o dimostrazioni di abilità davanti alla commissione. In tal caso dovranno farne menzione nella domanda di iscrizione.

Subito dopo il provino l’accademia comunicherà una valutazione positiva o negativa, che non comporta l’ammissione immediata al triennio.
Al termine di tutti i provini, il 19 ottobre verrà pubblicato l’elenco ufficiale della nuova classe.

Il parere finale della commissione è insindacabile. Diritti e doveri degli allievi saranno evidenziati nel patto formativo da sottoscrivere prima dell’inizio delle lezioni. 

 

Il calendario dettagliato verrà fornito agli allievi e alle allieve selezionati/e con ampio anticipo. Gli incontri aperti al pubblico per la formazione culturale e gli incontri extra-curricolari con artisti e operatori del settore si svolgeranno durante la settimana in giorni che verranno comunicati preventivamente.

  • PRIMO ANNO

La quota di iscrizione annuale corrisponde a €60. Nel caso di pagamento in un’unica soluzione, entro il 26 Ottobre, il costo della retta annuale corrisponde a €2.000 comprensive di tutte le attività inserite nel piano didattico. Nel caso di rateizzazione della retta, il costo corrisponde a €2.150, da pagare al 50% entro il 26 ottobre 2026 e da saldare entro il 7 gennaio 2027.

  • SECONDO E TERZO ANNO

Per il secondo e il terzo anno, nel caso di pagamento in un’unica soluzione, il pagamento dovrà essere effettuato entro il primo giorno di lezione.

In caso di rateizzazione, il pagamento della prima rata dovrà essere effettuato al 50% entro il primo giorno di lezione, la seconda rata entro il 7 gennaio dello stesso anno accademico.

I pagamenti dovranno avvenire tramite bonifico intestato a Accademia Mediterranea dell’Attore IBAN: IT65L0306909606100000163796.

 

AGEVOLAZIONI PREVISTE

Due borse di studio ADISU saranno assegnate alle studentesse e agli studenti iscritti all’Università del Salento, Accademia di Belle Arti di Lecce e Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce secondo criteri di merito. L’entità delle borse di studio sarà confermata a seguito di formale definizione di apposita convenzione con ADISU Lecce.
È prevista una riduzione del 10% sulla retta annuale per le studentesse e gli studenti iscritti al DAMS di Lecce, Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce o Accademia di Belle Arti di Lecce.

I candidati interessati a partecipare alle selezioni dovranno, entro 10 giorni dalla data in cui desiderano sostenere il provino, compilare l’apposito Google Form.

INVIA LA TUA CANDIDATURA

A conclusione del percorso formativo verrà rilasciato un attestato di frequenza con l’indicazione dei moduli didattici seguiti dalle allieve e dagli allievi.

Alle studentesse e agli studenti del corso di laurea in Dams – Università del Salento che frequenteranno l’Accademia Mediterranea dell’Attore verranno riconosciuti crediti formativi.

PROGRAMMI E DOCENTI

SCHEDA DOCENTE

Studiare la storia del teatro significa attraversare le forme, i miti, le rivoluzioni e le rinascite che hanno costruito il linguaggio della scena. Il percorso partirà dai grandi momenti della tradizione teatrale per arrivare a comprendere come quei materiali continuino a vivere, trasformarsi e riemergere nel teatro contemporaneo.

Durante il triennio si affronteranno il teatro antico, la tragedia e la commedia greca e romana, il Rinascimento italiano, Shakespeare, il melodramma e la persistenza dei grandi miti — da Oreste ad Antigone, da Edipo a Medea — nella drammaturgia, nello spettacolo e nel cinema del Novecento. Il lavoro proseguirà con la Commedia dell’arte e le sue molteplici rinascite: dai giullari medievali a Ruzante, da Molière a Goldoni, fino alle riletture novecentesche e contemporanee di figure come Arlecchino e del mito stesso del teatro comico. Nel terzo anno l’attenzione si concentrerà sull’invenzione della regia, sulle avanguardie e sulle grandi trasformazioni del teatro moderno: Stanislavskij, Mejerchol’d, Appia, Craig, Brecht, Grotowski, Barba, Brook, Ronconi, fino alla tradizione del grande attore e alle nuove figure della regia contemporanea.

Le lezioni saranno costruite attraverso l’analisi dei periodi storici, la lettura di testi e documenti, la visione di immagini, fotografie e video. La storia del teatro non sarà affrontata come un archivio immobile, ma come una materia viva, capace di interrogare il presente e di offrire agli attori e alle attrici strumenti per comprendere più profondamente il proprio lavoro sulla scena.

SCHEDA DOCENTE

Analisi del testo e costruzione dell’interpretazione

Il laboratorio guidato da Carmelo Rifici è un’occasione per immergersi nel mondo di William Shakespeare e scoprirne tutta la complessità. L’obiettivo è capire a fondo il testo, le sue sfumature etiche, psicologiche e filosofiche, e offrire agli attori strumenti per interpretarlo in modo personale e consapevole.

Il percorso inizierà con un lavoro a tavolino, dedicato all’analisi del linguaggio, delle immagini e dei personaggi, per entrare nel cuore dei grandi temi delle tragedie shakespeariane. Attraverso il dialogo e il confronto, Rifici accompagnerà i partecipanti in una riflessione condivisa che porterà poi al lavoro fisico e vocale, naturale evoluzione della comprensione del testo.

L’esperienza punta a formare interpreti sensibili e curiosi, capaci di dare vita alla parola shakespeariana con autenticità e profondità, trasformandola in un viaggio di crescita artistica e umana. La scelta del testo sarà condivisa con gli allievi

SCHEDA DOCENTE

Presenza, relazione e comunità scenica

Il corso condotto da Davide Iodice accompagna gli allievi in un percorso di recitazione teatrale fondato sulla presenza, sull’ascolto e sulla relazione come elementi essenziali del lavoro dell’attore. Regista e pedagogo della scena, diplomato in regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, Davide Iodice sviluppa da anni una ricerca che intreccia teatro, formazione, comunità e inclusione sociale. Il suo lavoro mette al centro l’attore come presenza sensibile, capace di abitare la scena non solo attraverso la tecnica, ma attraverso una disponibilità profonda all’incontro, alla trasformazione e alla verità del gesto.

Nel percorso AMA, gli studenti sono guidati a interrogare il proprio stare in scena, il rapporto con l’altro, con il corpo, con lo spazio e con il pubblico. La recitazione viene affrontata come pratica viva e necessaria, capace di accogliere fragilità, complessità e materia umana, trasformandole in azione teatrale.Attraverso il lavoro individuale e collettivo, il corso offre agli allievi strumenti per sviluppare una presenza autentica e responsabile, in cui tecnica, ascolto, immaginazione e necessità poetica diventano parte di un unico processo scenico.

SCHEDA DOCENTE
 DRAMMA ANTICO – CATARISI E L’EFFETTO V
 
La masterclass si concentrerà su una lettura contemporanea del dramma antico attraverso una prospettiva postmoderna, ponendo l’accento sulla creazione di un linguaggio teatrale postmoderno e su una forte connessione tra la performance e il pubblico. I testi che verranno analizzati includono Edipo, Medea, Prometeo, Antigone e l’Orestea. Insieme agli studenti, lavoreremo alla creazione di un contesto contemporaneo, pur mantenendo i principi strutturali del dramma antico. Un elemento centrale del processo sarà la catarsi – la liberazione emotiva e intellettuale sperimentata dal pubblico, che trae origine dalla Poetica di Aristotele. Durante la masterclass, esamineremo perché la catarsi sul palcoscenico oggi non è solo uno sfogo emotivo, ma anche una riflessione intellettuale ed etica – un momento in cui il pubblico si confronta con le proprie contraddizioni. Attraverso l’analisi dei testi antichi e l’esplorazione della catarsi in un contesto moderno, gli studenti svilupperanno concetti registici per adattamenti postmoderni. Il lavoro si concentrerà anche sul rapporto tra la tragedia antica e il teatro epico di Bertolt Brecht, in particolare sull’effetto V (Verfremdungseffekt), che interrompe la catarsi immediata per stimolare la riflessione critica. Il lavoro sarà strutturato in diverse sezioni: analisi, sviluppo concettuale ed esercitazioni pratiche.
SCHEDA DOCENTE

Fonetica, emissione vocale e acting in English

Il percorso condotto da Elisabetta Tucci accompagna gli allievi nello sviluppo di una voce chiara, centrata e consapevole, capace di sostenere il lavoro dell’attore sia in italiano sia in lingua inglese.

Attrice, coach italiano-inglese-francese, con formazione Actor’s Studio e diploma di attrice di prosa, Elisabetta Tucci lavora sulla centralità dell’emissione vocale, sulla respirazione, sull’articolazione, sulla proiezione della voce e sull’uso espressivo delle diverse qualità vocali. Il percorso affronta il rilascio delle tensioni, la coordinazione tra respiro e suono, la pronuncia, i fonemi critici, l’introduzione all’Alfabeto Fonetico Internazionale e le pratiche di igiene vocale.

Una parte del lavoro è dedicata all’applicazione della tecnica sul testo: lettura, monologo, prosa, voice-over e materiali teatrali o cinematografici diventano strumenti per allenare chiarezza, intenzione, ritmo, colore vocale e presenza scenica.

Il modulo di Acting in English prepara gli studenti ad affrontare provini in lingua inglese, dal lavoro sulla pronuncia e sull’accento alla costruzione del monologo o della scena. Gli allievi imparano ad analizzare un testo in inglese, a gestire il rapporto con la camera, a preparare uno slate, a realizzare un self-tape e a sostenere un’audizione con maggiore sicurezza, precisione e professionalità.

Nel percorso AMA, Elisabetta Tucci offre agli studenti strumenti tecnici e pratici per rendere la voce più efficace, libera e credibile, ampliando le possibilità dell’attore anche in un contesto internazionale.

SCHEDA DOCENTE

Recitazione teatrale – L’attore e il supereroe

Il percorso condotto da Ippolito Chiarello accompagna gli allievi in un lavoro profondo sulla presenza, sull’identità attoriale e sulla costruzione della propria lingua scenica.

La formazione parte dalla scoperta di un alfabeto gestuale e verbale personale: il corpo, la voce, il testo, lo spazio e l’ascolto diventano strumenti attraverso cui l’attore impara a comunicare con maggiore consapevolezza, libertà e precisione. Il principio fondante del lavoro è arrivare alla scena senza artifici, affidandosi alla parola, al gesto, all’ascolto e alla relazione viva con il pubblico.

Nel primo anno, dedicato alla ri-scoperta, gli studenti lavorano sulla propria presenza, sui cinque sensi, sull’improvvisazione, sulla voce, sul corpo e sulle domande fondamentali dell’attore: chi sono, dove sono, cosa voglio dire, a chi lo voglio dire e perché. L’obiettivo è riconoscere la propria unicità, smontare gli automatismi e iniziare a costruire una presenza scenica autentica.

Nel secondo anno, dedicato alla ri-costruzione, il percorso approfondisce gli strumenti acquisiti e li orienta verso un lavoro più complesso e collettivo. Gli allievi esplorano gli elementi della messinscena — personaggio, comunità, oggetti, costume, luce, musica e scena — attraverso monologo, dialogo, lettura poetica, canzone e coralità. Il lavoro si apre anche alla scrittura, alla riscrittura e alla creazione di azioni teatrali capaci di dialogare con lo spazio, la città e il presente.

Nel terzo anno, dedicato alla ri-messa, tutto il percorso viene rimesso in gioco nella costruzione dello spettacolo. La messinscena diventa rito conclusivo, sintesi del lavoro individuale e collettivo, luogo in cui l’attore porta in scena il proprio bagaglio, la propria ricerca e la propria capacità di stare davanti al pubblico con verità, forza e responsabilità.

 

SCHEDA DOCENTE

Creazione scenica vuol dire generare un’azione, o una non azione. Che cosa significhi azione sarà il tema affrontato lungo tutto il triennio. Creare è la massima espressione dell’attore-autore che compie delle scelte per dar vita al qui e ora. Le opere di William Shakespeare saranno il nostro terreno, in cui seminare e contaminare attraversando il nostro vissuto. Attraverso l’improvvisazione, l’interprete utilizza il testo come pre-testo per mettere insieme gli elementi scenici modificando la prospettiva, regalando un diverso punto di vista allo spettatore. Il percorso creato sarà sempre nuovo e diverso, e sarà inoltre necessario utilizzare tutti gli strumenti umani, recitativi e tecnici per poter realizzare una nuova visione che sappia essere efficace.

L’artificio scenico dell’attore è il mezzo più potente per creare e condividere. Il creatore prima dell’interprete. Essere autori di se stessi.

Il cuore pulsante di ogni atto performativo è il cuore stesso, inteso come sentimento vivo e vibrante. La ricerca dentro se stessi di un sentimento autentico, incanalato in un’immagine performativa vivida e precisa, sarà il punto focale del lavoro svolto insieme.

Creare è un allenamento costante, un’educazione all’ascolto di se stessi, degli altri, di ciò che accade nell’atto performativo in ogni suo aspetto. Come attori e come attrici è fondamentale sapersi escludere per fare ciò che è necessario alla scena.

SCHEDA DOCENTE

L’arte del racconto orale

Il percorso introduce gli allievi al lavoro necessario per far nascere un racconto orale e trasformarlo in esperienza scenica.

Al centro del lavoro ci sono l’ascolto, l’osservazione e tutto ciò che precede la parola: il momento prima del parlante, il campo dell’immaginazione, la nascita delle immagini interiori e la loro trasformazione in corpo narrante.

Gli incontri attraversano il rapporto tra voce, corpo e racconto, interrogando la presenza del narratore e la possibilità di abitare una storia come una mappa da percorrere. Narrare diventa così un atto di attraversamento: un cammino fatto di ricerca, deviazioni, intuizioni ed errori, in cui la parola nasce dall’esperienza e prende forma davanti a chi ascolta.

SCHEDA DOCENTE

“L’ATTORE È UN ATLETA DEL CUORE”
Questo diceva il grande Antonin Artaud e noi lo usiamo come titolo dei nostri laboratori.
Il nostro lavoro deve essere anche e soprattutto una ginnastica sentimentale ed emotiva. Il gesto teatrale possiede in sé l’arte di comunicare non solo a coloro che assistono, ma anche al cuore e all’anima dell’artista che lo sta facendo.
Solo attraverso un onesto e profondo studio delle proprie emozioni si diventa capaci di comunicare; solo attraverso il nostro corpo che vibra per una parola detta, si può accendere una luce drammaturgica, gestuale e musicale che permette all’attore di parlare e raccontare, di creare unioni e condivisioni indispensabili alla vita umana.
Il Teatro e la Musica come mezzi di crescita emotiva e culturale e soprattutto interiore: la musica diventa scena in un vero e proprio spazio nuovo in sintonia e complicità con le proprie emozioni, nella scoperta di nuove possibilità espressive e creative.
Un percorso musicale e teatrale dove l’ascolto diventa essenziale ai fini della percezione dello spazio scenico e del rapporto con l’altro, dove l’improvvisazione significa “andare al di là di ciò che si sa” (Miles Davis).
In questi incontri si esplora il proprio sentire per far sì che il gesto diventi racconto, incontro, unione e diversità e ancora musica, canto, liricità e poesia. Dove il ridere possa diventare grimaldello per aperture sconosciute e profonde.

SCHEDA DOCENTE

Presenza scenica, spazio e azione fisica

Il laboratorio intensivo condotto da Maria Grazia Mandruzzato accompagna gli allievi in un percorso sulla presenza scenica, sull’azione fisica, sulla relazione con lo spazio e sulla costruzione del personaggio.

Il lavoro parte dal corpo e dalla percezione. Attraverso un training psicofisico che utilizza anche principi del taiji chuan, gli studenti sono guidati a ritrovare una condizione di disponibilità, ascolto e permeabilità: uno stato neutro da cui possa nascere l’azione scenica. Il neutro diventa così il punto di partenza, il vuoto prima del pieno, lo spazio interiore in cui l’attore impara a lasciarsi attraversare.

Nel primo anno, il percorso si concentra sul passaggio dal neutro al personaggio. A partire dall’osservazione di alcuni quadri di Edward Hopper, ogni allievo costruisce una figura scenica, immaginandone la biografia, la logica fisica e psicologica, i materiali interiori e le possibili azioni. Il quadro diventa pretesto per indagare intimità, desiderio, vulnerabilità, confini, soglie, interno ed esterno. Attraverso improvvisazioni individuali e di relazione, il personaggio viene verificato nella scena, nello spazio e nel rapporto con gli altri.

Nel secondo anno, il lavoro approfondisce la formazione di un attore credibile e responsabile del proprio processo creativo. Il percorso attraversa corpo, spazio, percezione, monologo interiore, circostanze del personaggio e analisi del testo per l’azione. Gli allievi imparano ad aprire il testo, a riconoscere la vita dei personaggi e a individuare le circostanze che permettono all’azione di apparire. La parola, il silenzio e il comportamento diventano strumenti espressivi attraverso cui l’attore può trasformare interiormente ciò che porta in scena.

Nel terzo anno, il laboratorio si confronta con Antigone, lavorando sui personaggi, sulla loro funzione drammaturgica e sul coro. Il testo diventa luogo di sintesi del percorso: relazione, presenza, responsabilità, azione fisica e coscienza dello spazio trovano una forma comune nel lavoro scenico.

Nel percorso AMA, Maria Grazia Mandruzzato offre agli studenti strumenti per costruire una presenza autentica e consapevole, capace di unire corpo, immaginazione, testo e relazione in un processo creativo vivo.

SCHEDA DOCENTE

Recitazione – Verità scenica, ascolto e immaginazione

Il percorso accompagna gli allievi nello sviluppo di una recitazione autentica, organica e personale, fondata sulla verità dell’esperienza e sulla capacità di abitare le parole prima ancora di pronunciarle.

A partire dall’integrazione delle tecniche di Sanford Meisner e Michail Čechov, il lavoro mette al centro l’ascolto, la presenza scenica, l’immaginazione creativa e l’analisi esperienziale del testo. Gli studenti sono guidati a superare interpretazioni precostituite, automatismi e blocchi razionali, per costruire una relazione più viva con il partner, con il personaggio e con la scena.Il metodo attraversa esercizi di connessione, reattività, improvvisazione, gesto psicologico, immagini interiori e lavoro fisico-emotivo sul testo. La parola viene affrontata non come semplice materiale da interpretare, ma come esperienza concreta da vivere attraverso corpo, voce, emozione e pensiero.

Nel percorso AMA, gli allievi imparano a trasformare il testo in materia viva, sviluppando personaggi originali e credibili, radicati nella propria esperienza emotiva e capaci di esprimere una presenza scenica vera, libera e personale.

“Recitare è vivere con verità all’interno di circostanze immaginarie.”
— Sanford Meisner

SCHEDA DOCENTE

Composizione, relazione e creazione scenica

Il percorso condotto da Riccardo Lanzarone accompagna gli allievi in un lavoro sulla recitazione come processo di composizione, relazione e creazione personale.

Il primo anno, dedicato ad “Autoritratto”, parte dal training dell’attore e dalla costruzione di un monologo. Forma, spazio, tempo, relazione e ascolto diventano i principi fondamentali del lavoro. Attraverso esercizi fisici, improvvisazioni, azioni nello spazio e pratiche di relazione, gli studenti imparano a riconoscere il proprio corpo scenico e il rapporto con gli altri. La costruzione del monologo nasce dall’incontro tra testo, immagine pittorica, azione e memoria personale, per trovare un punto di contatto autentico tra attore e personaggio.

Il secondo anno, con “L’arte della conversazione”, approfondisce la creazione del dialogo. Gli allievi lavorano in coppia, scegliendo un tema, un’opera teatrale e un dialogo da analizzare. Il percorso attraversa il rapporto tra protagonista e antagonista, azione drammatica, obiettivo, ostacolo, corpo del personaggio e atmosfera della scena. Attraverso riferimenti pittorici, scrittura personale ed esercizi ispirati a Michail Čechov, il dialogo viene esplorato come luogo di ascolto, conflitto, relazione e trasformazione.

Il terzo anno, dedicato a “Tecniche di coesistenza”, porta il gruppo verso la creazione corale di una messa in scena. Il lavoro non riguarda solo l’interpretazione, ma anche la responsabilità autoriale degli allievi. Ogni scena viene attraversata nella sua atmosfera, nella sua temperatura emotiva, nel tono della voce e nell’energia del corpo. Il gruppo lavora sull’ascolto reciproco, sulla composizione fisica e vocale, sulla possibilità di tradurre il testo in azione, anche senza parola.

Nel percorso AMA, Riccardo Lanzarone guida gli studenti a esplorare un modo personale e collettivo di avvicinarsi al testo teatrale, in cui l’attore non è solo interprete, ma anche autore del proprio processo creativo. La scena diventa così il risultato di un lavoro condiviso, fatto di ascolto, immaginazione, azione e presenza.

SCHEDA DOCENTE

Il suo lavoro parte da una convinzione fondamentale: per un attore, il corpo non è solo uno strumento espressivo, ma il primo luogo della presenza scenica. Attraverso il training fisico, l’improvvisazione e la composizione coreografica, accompagna gli allievi nella costruzione di consapevolezza, forza, flessibilità, ascolto e creatività.

La sua formazione si fonda sulle tecniche della danza contemporanea — Floorwork, Release e Flying Low — che aiutano gli attori a liberare il corpo dalle tensioni, a lavorare sul peso, sul respiro, sull’energia e sulla relazione con lo spazio.

Nel percorso triennale AMA, Barbara Toma guida gli studenti a diventare esseri scenici più consapevoli: attori capaci di usare il corpo per dare profondità alle azioni, spessore ai personaggi e verità alla presenza in scena.

SCHEDA DOCENTE

“Corpo Attore”
Movimento scenico, presenza e drammaturgia del corpo

Il corpo è il primo strumento dell’attore e dell’attrice: prima della parola, prima dell’interpretazione, prima ancora dell’idea di personaggio, c’è una presenza che abita lo spazio, ascolta, reagisce e costruisce relazione.

Corpo Attore è il percorso di movimento scenico pensato all’interno del triennio di AMA per sviluppare consapevolezza fisica, precisione, disponibilità all’azione e qualità della presenza in scena. L’obiettivo non è costruire un movimento “bello”, ma un corpo pronto, permeabile e reattivo, capace di abitare la scena con verità, intenzione e libertà. Un corpo che non esegue soltanto, ma pensa, immagina, ascolta e genera azione.

Il percorso unisce pratiche provenienti dal movimento scenico, dal teatro fisico e dal lavoro corporeo, in un dialogo costante con la formazione attoriale. L’attenzione è rivolta sia alla dimensione tecnica sia a quella percettiva: sciogliere automatismi, ampliare le possibilità espressive, rafforzare la presenza, la fiducia e la capacità di stare dentro una partitura individuale e collettiva.

Il corso accompagna gli allievi e le allieve nell’esplorazione del corpo come strumento espressivo, narrativo e relazionale, attraverso una pratica che intreccia training fisico, percezione, composizione, dinamica individuale e lavoro di gruppo. Si lavora su postura, peso, appoggi, coordinazione, impulsi, relazione con il partner, uso dello spazio, qualità del gesto e capacità di rendere il corpo uno strumento scenico leggibile, disponibile e autentico.

È un percorso che mette in dialogo teatro, circo, acrobatica, equilibrismo, giocoleria — intesa anche come uso alternativo degli oggetti — e pratiche di ascolto corporeo. Qui il movimento non viene affrontato principalmente come forma coreografica o come linguaggio stilistico autonomo, ma come materia attoriale: un allenamento alla presenza, alla relazione, al rischio, alla fiducia, alla gestione dell’energia e alla costruzione di un corpo capace di agire scenicamente.

Il corpo non viene portato verso un modello da imitare, ma verso una maggiore disponibilità, intelligenza e coscienza. È un corpo allenato, che impara a sentire, scegliere, reagire, sostenere l’azione e rendere visibile ciò che accade dentro la scena. Per questo il corso rappresenta un elemento particolarmente prezioso all’interno della formazione AMA: offre agli attori e alle attrici strumenti concreti per integrare il movimento nel proprio percorso espressivo, rafforzando quella completezza scenica che oggi è sempre più necessaria.

SCHEDA DOCENTE

Non credo più all’utilità di parole scritte per legittimarsi, di nobili citazioni suggerite da un’intelligenza quanto mai artificiale e di schemi di lavoro che regolarmente si rivelano inappropriati o obsoleti pochi minuti dopo l’inizio del laboratorio. E soprattutto, non credo più alla necessità di legittimare una sapienza  laddove si cerca complicità e uguaglianza di intenti.

In cosa credo? Vorrei una danza che restituisca quella dignità, quella coerenza che il quotidiano mette a dura prova, vorrei che l’incontro con questi giovani sognatori riveli un’esperienza particolare e rinnovi il piacere di procedere verso un’emancipazione intellettuale.

Vorrei che alla fine ci si possa dire, uno per uno, quali nuove curiosità questo nostro incontro danzante ha acceso.

SCHEDA DOCENTE

DANZA E MOVIMENTO
Comprendere l’importanza del movimento e della pratica fisica è un aspetto fondamentale nella formazione teatrale. Il nostro corpo è lo strumento attraverso il quale andremo ad esprimerci, il corpo parla, si muove, suona, diventa un potente mezzo di comunicazione. Il punto di partenza saranno l’ascolto e il bisogno, una volta comprese le esigenze andremo a conoscere più a fondo possibile il nostro corpo. Fondamentale sarà acquisire un training fisico per essere sempre preparati e pronti ad accogliere qualsiasi forma di studio e lavoro. Attraverseremo elementi di danza, contact, improvvisazione istantanea, partiture coreografiche, cercando di abbandonare le tensioni per acquisire confidenza e consapevolezza.
Il nostro obbiettivo sarà agire, in maniera libera e consapevole, riscoprire la danza, la nostra, come forma di presenza, e non di rappresentazione.

SCHEDA DOCENTE

Spatium Vocis

Il percorso condotto da Francesca Della Monica introduce gli allievi alla scoperta della voce come spazio di presenza, relazione e conoscenza.

A partire dalla metodologia Spatium Vocis e dalla ricerca sviluppata nei suoi lavori A voce spiegata e I nidi della voce, la voce viene indagata non come semplice strumento tecnico, ma come materia viva dell’attore: fisica, emotiva, immaginativa e drammaturgica.

Il lavoro parte dal corpo, dal respiro, dall’ascolto e dalla percezione, per guidare gli studenti verso una maggiore consapevolezza del proprio strumento vocale. La voce diventa così luogo di attraversamento, possibilità espressiva e azione scenica.

Attraverso pratiche vocali, esercizi di respirazione, esplorazione del suono, spazializzazione e relazione, gli allievi imparano a riconoscere la voce come presenza: qualcosa che nasce dal corpo, abita lo spazio e costruisce un rapporto vivo con l’altro e con la scena.

SCHEDA DOCENTE

Il nostro tempo è caratterizzato da una rete comunicativa di estensione planetaria, una fitta e complessa trama mediatica alla cui base sta, inestinguibile, la comunicazione umana e interpersonale. La comunicazione umana tuttavia non si esaurisce nel messaggio verbale formalizzato dalla grammatica e dalla sintassi, implica altresì una componente paralinguistica: fenomeni come il colore, l’accento, il tono, il ritmo dell’eloquio sono strettamente connessi al messaggio verbale, ne influenzano il significato effettivo e concorrono a realizzare l’intenzione comunicativa.  

Dopo l’esposizione degli aspetti paralinguistici della Comunicazione umana, di alcune note di Filosofia della voce e di Estetica dell’attore in rapporto alla vocalità, avvieremo il percorso formativo. Le aree tematiche e gli interventi educativi che per esigenze di metodo esponiamo in sequenza, sono nella pratica strettamente intrecciati e interdipendenti, perché interdipendente e simultaneo è l’uso dei due codici, linguistico e paralinguistico, attraverso i quali la comunicazione umana avviene e si realizza:

l percorso attraversa training, rilassamento, ginnastica posturale, articolatoria e respiratoria, gestione degli atteggiamenti dinamici del Vocal Tract e allenamento vocale.

Particolare attenzione è dedicata all’igiene della voce, alla conservazione e gestione della funzione laringea, alla pronuncia, alla fonetica e all’ortoepia.

La messinscena della voce comprende lettura espressiva, dizione poetica, tecniche di comunicazione e public speaking.

L’approccio ai testi è mediato dalla stenografia scenica, elaborata da Alessandro Fersen e insegnata con l’avallo della Fondazione Fersen di Roma. La stenografia scenica si riferisce alle possibilità d’impiego della voce nelle tre categorie della tonalità, del ritmo e del volume: attraverso segni apposti alle battute e alle loro frazioni, la pagina viene trattata come una partitura musicale.

Codice di notazione teatrale, metodo rigoroso di analisi del testo e strumento di messinscena della voce, la stenografia scenica permette all’allievo di acquisire un’ampia gamma di possibilità interpretative sul piano vocale. Pur discendendo dalla prassi scenica, può essere applicata anche alla comunicazione pubblica, radiofonica, cinematografica, televisiva, al doppiaggio, al podcast e al voice-over.

Poiché soltanto un allenamento costante può consolidare e perfezionare i risultati ottenuti, il corso prevede dispense, materiali per le esercitazioni e bibliografia di approfondimento.

 

 

SCHEDA DOCENTE

Dialoghi accidentali – Recitazione e voce

Il percorso condotto da Roberta Lidia De Stefano nasce da una riflessione sulla voce e sull’azione del dire. Quando si parla di voce, spesso si tende a immaginarla come qualcosa di astratto o puramente musicale; in realtà, il dire non è mai mero suono, ma comporta una presa di posizione, una scelta, una necessità.

Il lavoro parte dall’idea che il “tono” di una battuta non sia un effetto da applicare, ma il risultato di una precisa intenzione. Per questo la ricerca si fonda su un’attenta analisi del testo e del contesto in cui le parole vengono pronunciate, andando a cercare l’azione nascosta tra le righe, oltre ciò che è scritto, anche nelle pause. È spesso nel silenzio della pausa che il personaggio prende vita e compone le sue battute.

L’obiettivo del corso è esercitarsi sul dialogo come luogo di ascolto a due: un vero e proprio duetto, in cui il testo diventa materiale condiviso da attraversare con il corpo, la voce e la relazione. A partire da un testo scelto insieme, gli allievi lavorano sull’analisi, sull’ascolto e sulla costruzione progressiva di una partitura di corpi e voci, aperta anche a possibili proposte compositive come canto, danza o musica dal vivo.

Nel percorso AMA, Roberta Lidia De Stefano guida gli studenti a sviluppare un linguaggio comune a partire da un materiale condiviso, rispettando il testo e accompagnando ciascuno nella ricerca della propria chiave di lettura. Una chiave autentica, perché esperita secondo la natura e la visione di ogni allievo.

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La voce : funzione sociale della respirazione
L’emozione e la voce

La “ voce “è lo strumento fondamentale che l’attore usa per poter comunicare sul palcoscenico. E’ nostra convinzione, tuttavia, che la parola non sia appannaggio solo degli attori o cantanti, ma anche di altre categorie di persone (insegnanti, avvocati, rappresentanti, ecc.), che fanno della fonazione un uso ampio e intenso.
Il laboratorio si propone di trattare strumenti concreti per poter entrare in contatto con la propria dimensione vocale attraverso l’uso CONSAPEVOLE della respirazione, della postura fisica, della fonazione e dell’articolazione.

Programma:

  • ELEMENTI DI FISICA ACUSTICA Il suono e le sue proprietà:altezza, intensità, timbro.
  • LA RESPIRAZIONE Gli organi della respirazione. Esercizi.
  • LARINGE E CORDE VOCALI Esercizi per l’estensione vocale
  • ARTICOLAZIONE Esercizi per le labbra, labbra e denti, lingua.
  • FONETICA E ORTOEPIA Posizione corretta del sistema di articolazione
  • IGIENE VOCALE
  • COLORI DELLA VOCE.

Conduttore Roberto Petruzzelli, attore. Diplomato alla scuola del Piccolo Teatro di Milano, ha poi conseguito il diploma in logopedia presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari, specializzandosi nell’uso della voce.

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Canto collettivo – Voce è presenza

Il percorso condotto da Simona Gubello accompagna gli allievi alla scoperta della voce come presenza fisica, energetica, emotiva e scenica.

Il lavoro parte dalla consapevolezza del corpo sonoro: il rapporto con la terra, la respirazione, l’appoggio, il sostegno, il rilascio delle tensioni fisiche e psichiche diventano elementi fondamentali per comprendere come nasce il suono e come la voce possa liberarsi e trovare direzione. Particolare attenzione è dedicata all’igiene vocale, alla cura dello strumento e alla relazione tra corpo, respiro e vibrazione.

Attraverso esercizi tecnici, vocalizzi, humming, lip roll, sirene, trilli e pratiche di articolazione, gli studenti lavorano su agilità, estensione, intonazione, registri, dinamiche musicali, attacchi del suono e spazializzazione della voce. Il canto viene affrontato non solo come tecnica, ma come possibilità espressiva e drammaturgica: ogni suono porta con sé un colore, un’emozione e una direzione scenica.

La fase interpretativa prevede lo studio e l’esecuzione di brevi melodie monodiche e polifoniche, anche attraverso il movimento nello spazio. Il gruppo diventa luogo di ascolto, relazione e composizione, in cui gli allievi imparano a costruire un discorso musicale condiviso, integrando tecnica vocale, presenza scenica ed espressività emotiva.

SCHEDA DOCENTE

Dall’idea alla sceneggiatura. Gli step della scrittura cinematografica: idea, soggetto, scaletta, sceneggiatura. 
L’idea: come nasce, come capire se è valida, come svilupparla.
L’importanza della semplicità, la difficoltà della semplicità.
Il soggetto: come si scrive, come si riscrive. La trama e il personaggio. 
La scaletta: come scrivere una scaletta funzionale, come metterla alla prova.
Ultimo passo: la sceneggiatura. E le sue molteplici riscritture.
Esempi e analisi dei vari step.
La scena. Di quali parti è composta. Come interagiscono il verbale e il visivo all’interno della scena. Perché è importante conoscere a fondo il personaggio per scrivere una buona scena. 

Scrittura della scheda di un personaggio: chi è, da dove viene, come parla, quali sono i suoi desideri e le sue paure. 
Analisi di una scena muta. Analisi di una scena dialogata. 
Prove di scrittura di una scena e discussione collettiva.
Visione e analisi di un cortometraggio. 
Stesura di una scaletta desunta. Entrare nella struttura di un’opera esistente per capirne il funzionamento. Perché sono state fatte quelle scelte? Se ne potevano fare altre? Discussione delle idee e loro sviluppo. 
Prove di stesura di una scaletta alternativa dell’opera visionata e discussione collettiva. 

SCHEDA DOCENTE

Il corso introduce le allieve e gli allievi attori ai fondamenti della scrittura drammaturgica contemporanea, intesa come pratica viva e strettamente connessa al lavoro dell’attore.
Ispirandosi alle teorie drammaturgiche e della narrazione complessa, il percorso propone un approccio che integra struttura, personaggio e azione scenica, favorendo la costruzione di storie stratificate e non lineari. Attraverso un’alternanza di esercizi di scrittura, improvvisazione e analisi, le studentesse e gli studenti saranno guidati nello sviluppo di una propria voce autoriale, imparando a concepire il testo non come elemento chiuso, ma come dispositivo aperto, in dialogo con la scena e con il gruppo.

Obiettivi formativi

  • comprendere i principi base della drammaturgia (conflitto, azione, struttura),
  • sviluppare personaggi credibili e dinamici,
  • costruire brevi scene teatrali,
  • lavorare sulla scrittura a partire dall’improvvisazione,
  • riconoscere e utilizzare elementi di narrazione complessa (multi-linee narrative, evoluzione orizzontale dei personaggi),
  • collaborare alla creazione di materiali drammaturgici collettivi,
  • rafforzare la consapevolezza del legame tra scrittura e interpretazione.

Il corso affronterà i seguenti nuclei tematici:

  • Le forme della narrazione
  • Elementi base della drammaturgia (azione, conflitto, obiettivo, ostacolo),
  • Il personaggio, ambiguità e complessità,
  • Strutture narrative contemporanee, linearità vs complessità
  • Scrittura e scena
  • improvvisazione come strumento drammaturgico,
    scrittura collettiva,
  • Analisi lettura e visione di materiali teatrali classici e contemporanei,
  • discussione e rielaborazione critica
  • Metodologia didattica

Il corso ha un’impostazione laboratoriale e partecipativa:

  • esercizi pratici individuali e di gruppo
  • improvvisazioni guidate
  • momenti di confronto e restituzione
  • brevi consegne di scrittura
SCHEDA DOCENTE

Pratiche performative, arte sociale e progettazione artistica

Il percorso condotto da Alessandra Pomarico introduce gli allievi alla complessità delle pratiche performative contemporanee, con particolare attenzione al rapporto tra arte, teatro, pedagogia, comunità e progettazione artistica.

Il lavoro attraversa la performance come dispositivo relazionale, pratica critica e gesto di presa di posizione nel presente. Attraverso momenti teorici, analisi di opere, pratiche artistiche e confronti sul ruolo del performer oggi, gli studenti sono guidati a interrogarsi sul concetto di presenza, sullo spazio scenico e sulle possibilità dell’azione performativa nella società contemporanea.

Alessandra Pomarico sviluppa progetti al crocevia tra arte, pedagogia, ricerca sociale, poetica delle relazioni, costruzione di comunità e pratiche politiche dal basso. Nel percorso AMA, il suo lavoro offre agli allievi strumenti per espandere l’idea di scena, immaginando la performance come luogo di relazione, pensiero critico e trasformazione condivisa.

SCHEDA DOCENTE

Le master class promosse dall’Accademia Mediterranea dell’Attore rappresentano delle occasioni di perfezionamento professionale rivolte non solo ad allievi attori e attrici iscritti al corso triennale ma anche ad attori e attrici che hanno già alle spalle esperienze formative consolidate. Le master class cominceranno il secondo anno.

  • Ala Benedetta
  • Annese Sofia
  • Bracco Damiano
  • Buono Rocco
  • Caprioli Lucio Ennio
  • Mancino Samira
  • Marangio Arianna
  • Nestola Karola
  • Romanazzi Andrea
  • Ala Benedetta
  • Annese Sofia
  • Bracco Damiano
  • Buono Rocco
  • Caprioli Lucio Ennio
  • Gualtieri Fausto
  • Mancino Samira
  • Marangio Arianna
  • Nuzzo Sebastiano
  • Nestola Karola
  • Romanazzi Andrea
  • Benedetta Ala
  • Samuele Angoni
  • Sofia Annese
  • Damiano Bracco
  • Rocco Buono
  • Silvia Frisa
  • Arianna Marangio
  • Sebastiano Nuzzo
  • Andrea Romanazzi
  • Edoardo Sartori
  • Stefano Adriano Marzano
  • Dafne Serratì
  • Miriana Moschetti
  • Arianna Alfarano
  • Samuele Ingrosso
  • Alice Maffei
  • Samuele Spagnolo
  • Arianna Alfarano
  • Samuele Ingrosso
  • Alice Maffei
  • Stefano Adriano Marzano
  • Chiara Montinari
  • Miriana Moschetti
  • Anna Retucci
  • Dafne Serratì
  • Samuele Spagnolo
  • Bircaj Ermelinda
  • Capodieci Enrico
  • Contaldo Luigi
  • Guido Elisa
  • Longo Daniela
  • Mele Veronica
  • Pepe Sophia
  • Petrachi Domenico
  • Preite Alessandro
  • Sciuscio Federica
  • Stefanizzi Francesco
  • Zecca Oliviero
  • Cartolaro Letizia Pia
  • D’Antona Simeone
  • Gargiulo Maclean Morgan
  • Giannotta Cristiano
  • Guido Elisa Antonia
  • Inguscio Francesco
  • Marullo Michele
  • Pati Benedetta
  • Severi Carlo Maria
  • Tantane Sarah
  • Tarantino Carmen Ines
  • Tucci Maria
  • Zecca Assunta
  • Zecca Oliviero
  • Careccia Isabella
  • Cartolaro Letizia Pia
  • Compagnone Marianna
  • De Benedittis Maria Rosaria
  • De Mitry Dario
  • Di Pace Angelica
  • Ingrosso Eleonora
  • Inguscio Francesco
  • Margiotta Maria Gabriella
  • Marullo Michele
  • Padula Matteo
  • Pati Benedetta
  • Perrone Diego
  • Petillo Chiara
  • Piccinni Giulia
  • Sabetta Antonella
  • Tarantino Carmen Ines
  • Tucci Maria
  • Zecca Assunta
  • Angelica Di Pace
  • Chiara Petillo
  • Giulia Piccinni
  • Lucia Macrì
  • Gabriella Margiotta
  • Diego Perrone
  • Antonella Sabetta
  • Dario De Mitry
  • Simone Maci
  • Marta Petracca
  • Alessia Rosato
  • Matteo Padula
  • Elisa Murrone
  • Maria Rosaria De Benedittis
  • Isabella Careccia
  • Paolo Stanca

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Scrivi a info@accademiaama.it oppure chiama il 389 442 4473.

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